lunedì 4 febbraio 2013

sms e relazioni uomo-donna

Gentilissimi 3 A, ecco un, abbastanza, recente, articolo tratto dalla newsletter di Le Scienze. Molto adatto per quanto studiato in classe e come approfondimento:


società comportamento psicologia antropologia
Come cambiano i rapporti umani: lo rivelano sms e telefonate
 L'analisi delle telefonate e dei messaggi di testo di tre milioni di utenti europei suffraga la teoria che le relazioni femminili cambino con il cambiamento delle priorità biologiche, suggerendo che siano le donne a dirigere l'adattamento evolutivo degli esseri umani di Daisy Yuhas
L'analisi di 1,95 miliardi di chiamate su telefoni cellulari e di 489 milioni di messaggi di testo rivelano che, nel corso della vita, uomini e donne seguono modelli di relazione diversi. I ricercatori sostengono, in particolare, che durante l'età fertile siano le donne a guidare il processo per la ricerca di un compagno e che poi orientino la loro attenzione verso la generazione femminile successiva. I dati sembrano anche mettere in crisi alcune idee comuni su come si organizzano gli esseri umani. "Una diffusa ipotesi antropologica è che lo stato sociale ancestrale degli esseri umani sia stata una forma di patriarcato, ma non sono sicuro che sia così", dice Robin Dunbar, antropologo all'Università di Oxford e autore dello studio, pubblicato su “Nature Scientific Reports”. Dunbar e un team interdisciplinare hanno esaminato i dati relativi al traffico telefonico da cellulari di un unico gestore, in un paese europeo che non è stato non indicato. (La località è rimasta anonima per proteggere le identità degli utenti). I dati sono stati raccolti nell'arco di sette mesi, limitando lo studio delle telefonate tra utenti di età e sesso conosciuti; è stata così ottenuta una base di dati su circa 3,2 milioni di abbonati, ovvero circa il 20 per cento degli utenti di cellulari della nazione. In base all'ipotesi che gli amici, intesi come le persone con i rapporti più stretti, comunichino più frequentemente fra loro, il gruppo ha analizzato le prime tre amicizie di ogni utente, individuate in base alla frequenza di telefonate, per determinare i modelli dell'utente medio maschio e femmina nelle diverse età. I ricercatori si aspettavano di trovare una "omofilia", cioè la tendenza a scegliere un amico dello stesso sesso. Invece, sembra che, tra le varie forme di rapporto, a trionfare sia quello romantico: i dati hanno rivelato che il migliore amico di una persona, in particolare fra i 20 e i 30 anni, è del sesso opposto e della stessa età.  Tuttavia, esistono notevoli differenze nel modo in cui uomini e donne comunicano con il proprio presunto partner romantico. In primo luogo, nella vita di una donna l'uomo rimane la persona a cui si telefona più spesso per circa 15 anni, rispetto ai sette anni nel caso degli uomini. Anche l'età del picco massimo di chiacchierate fra partner è diversa: 27 anni per le donne e 32 per gli uomini.  Dopo i 50 anni, però, le cose cambiano. La preferenza per un partner romantico si esaurisce sia negli uomini che nelle donne, e nella frazione dei più anziani presenti nel data base, entrambi i sessi cercano prima di tutto compagnia. Nelle donne, il rapporto con uomo è sostituito da una forte relazione con un'altra donna, di solito di una generazione circa più giovane. Dunbar e colleghi interpretano questo modello come un rapporto madre-figlia. Coniugando la forte preferenza delle donne prima per un uomo e, in seguito, per una figura filiale, i ricercatori concludono che sia la biologia a plasmare il comportamento femminile, che influisce a sua volta sugli uomini. Dunbar ipotizza che le donne avviino e diano priorità alla relazione con un partner romantico più precocemente degli uomini, un comportamento che, a poco a poco, porta gli uomini a ricambiare. Questa relazione continua a essere la massima priorità per tutta l'età fertile della donna media, che successivamente rivolge la propria attenzione alla prossima generazione di donne che si avvicinano al periodo fertile. "Probabilmente abbiamo sottovalutato l'importanza di queste reti di sostegno familiare", dice Dunbar, secondo cui l’attuale diminuzione della dimensione della famiglia potrebbe riflettere la mobilità delle donne moderne, che le isola dalla propria rete di sostegno materno. Ritiene inoltre che i legami tra madre e figlia, e la forza dell’influenza di una donna sull'accoppiamento, siano così forti da essere alla base delle tendenze naturali della società umana: "Credo che, a parità di condizioni, il modello sociale 'normale' degli esseri umani sia matrilineare.". I dati suggeriscono anche un differente modello di amicizia maschile. I tabulati telefonici suffragano la concezione comune che le donne abbiano intense amicizie di tipo uno-a uno, che si conservano e si modellano attraverso comunicazioni frequenti; in effetti, Dunbar ritiene che la comunicazione digitale, con i suoi messaggi istantanei e le sue forme veloci, sia, in genere, su misura per uno stile di amicizia femminile. Al contrario, i maschi, suggeriscono i dati, hanno un approccio molto diverso: a parte lo stretto rapporto degli anni romantici con una donna, hanno un numero più alto di amicizie sia con uomini sia con donne. Questa conclusione suffraga un popolare modello, secondo cui gli uomini preferiscono legami di gruppi e attività condivise. I modelli di amicizia maschile e femminile rilevati nello studio si conformano alle osservazioni già fatte da tempo in psicologia e in altri campi, ma alcuni ritengono che le più ampie interpretazioni biologiche siano troppo speculative. "Si tratta di dati molto interessanti", ha commentato lo psicologo dell'Università di Rochester, Harry Reis, che studia le interazioni sociali umane e ha scritto molto su intimità e amicizia nei maschi e nelle donne. "Ma ci sono innumerevoli spiegazioni alternative per i modelli che sono emersi.". Tra i casi in discussione, ci sono le situazioni non romantiche, in cui individui di sesso opposto comunicano di frequente, per esempio tra collaboratori o con un datore di lavoro. Un altro caso è la possibilità che il modello di relazione di una donna si sposti con l'età, perché nel corso della vita può aver perso il partner per la sua morte o per un divorzio. L'antropologo Daniel Hruschka, dell'Arizona State University, a Tempe, che ha scritto un libro sull'evoluzione dell’amicizia nelle diverse culture, è stato colpito dalle somiglianze, piuttosto che dalle differenze, nei dati sugli uomini e sulle donne. "Nel loro periodo iniziale di riproduzione, uomini e donne chiamano il sesso opposto molto più di quanto non facciano più tardi nella vita", osserva Hruschka, aggiungendo che anche i modelli madre-figlia sono più deboli di quanto si aspettasse. I dati suggeriscono che sia gli uomini sia le donne dividano il loro tempo chiamando i figli e i coniugi. "Queste differenze sembrano piuttosto piccole, rispetto agli stereotipi imperanti sulla frequenza con cui le donne comunicano con i bambini.". Dunbar, che sta per pubblicare un saggio in cui confronta le differenze dei rapporti fra uomo e donna nelle diverse culture, ipotizza tuttavia che i modelli identificati siano universali, il che però non significa che si applichino a tutti. "Il nostro problema, in un certo senso, è che stiamo guardando delle medie", dice Dunbar. Le persone che non sono conformi alle ipotesi dello studio, per esempio le donne senza figli, si presume che siano una minoranza. "Sono senz'altro lì da qualche parte, ma è un dato che probabilmente non riusciremmo a distinguere.”.
(L'originale di questo articolo è apparso su "Scientific American" il 20 aprile 2012; riproduzione autorizzata.)

E non mandatemi sms! Una nonna non cellularizzata a dovere.

Una festa a sorpresa

Gentilissimi, ricevo, dalla newsletter di Federchimica, un link molto interessante. Si tratta di una collaborazione tra ragazzi di un liceo e di una scuola media. Il risultato è un video molto interessante, almeno secondo me. Ecco il link relativo:

Festa a sorpresa

Buona visione! NR

azzeccagarbugli

Gentilissimi 3 A, come richiesto (e che non diventi una abitudine!), eccoVi gli appunti di Letteratura, da parte della Vostra prof. Se pensate che questo blog possa essere utile come repository, fatemi sapere. Magari cambiamo solo il nome del blog stesso. E apriamo a tutte le altre materie scolastiche (Matematica esclusa!).

AZZECCAGARBUGLI (CAPITOLO III)
• È UN AVVOCATO
• È UN UOMO CHE “SA DI SAPERE”
• È UN CITTADINO CHE HA LA CAPACITA’ DI AIUTARE GLI ALTRI
• È DISORDINATO, COME SI CAPISCE DALLA SUA SCRIVANIA = METAFORA DELLA
SITUAZIONE POLITICA DELL’EPOCA (PRESENZA SPAGNOLA A MILANO)
• I LIBRI SONO IMPOLVERATI, SEGNO CHE NON E’ UN UOMO CHE SA, MA CHE
FINGE DI SAPERE
• INIZIALMENTE VIENE DESCRITTO IN MODO INDIRETTO, ATTRAVERSO LE
PAROLE DI AGNESE, MADRE DI LUCIA
• DESCRIZIONE FISICA: IL FISICO DI AZZECCAGARBUGLI E’ UNA CARICATURA E
PRELUDIO DELLE SUE CARATTERISTICHE MORALI
• È ALTO E ASCIUTTO
• NON HA I CAPELLI E HA IL NASO ROSSO (SEGNO CHE AMA BERE VINO)
• HA UNA VOGLIA A FORMA DI LAMPONE SULLA GUANCIA ( SEGNO DELLA SUA
GHIOTTONERIA)
• QUANDO RENZO ARRIVA DA AZZECCAGARBUGLI SI DESCRIVONO DI
QUEST’ULTIMO GLI ABITI CHE INDOSSA E L’AMBIENTE IN CUI VIVE
• LO STUDIO DI AZZECCAGARBUGLI VEDE ESPOSTI 12 STATUE DI CESARI
(RAPPRESENTANO IL SIMBOLO DEL POTERE ASSOLUTO), GLI SCAFFALI SONO
PIENI DI LIBRI IMPOLVERATI E VECCHI E LA SCRIVANIA E’ DISORDINATA
• POLVERE,DISORDINE, MOBILI LOGORI SONO IL SIMBOLO DEL DECADIMENTO
FISICO E MORALE DEL PERSONAGGIO, CHE DA ANNI NON HA PIU’ CAUSE
IMPORTANTI ED E’ ORMAI SOLITO “A TRATTAR SOLO CON I BRAVI”
• TRA RENZO E AZZECCAGARBUGLI VI E’ UN EQUIVOCO: INFATTI RENZO VIENE
SCAMBIATO PER UN BRAVO.
• ANCHE AZZECCAGARBUGLI, COME DON ABBONDIO, TENTA DI INGANNARE
RENZO ATTRAVERSO UN LINGUAGGIO INCOMPRENSIBILE (IL LATINORUM DI
DON ABBONDIO E IL LINGUAGGIO “DELLA LEGGE” DELL’AVVOCATO)
• IL TONO CHE AZZECCAGARBUGLI USA E’ PERSUASIVO E COMPLICE ALL’INIZIO,
POI, COMPRESO IL SUO ERRORE, QUELLO DI CREDERE RENZO UN BRAVO, LO
CACCIA IN MALO MODO.
• AZZECCAGARBUGLI E’ UN UOMO SERVILE, CORROTTO ED IPOCRITA,
ABITUATO A SOTTOMETTERSI E A SERVIRE I POTENTI.
• SIA DON ABBONDIO CHE AZZECCAGARBUGLI DOVREBBERO ESSERE UOMINI
A SERVIZIO DELLA GIUSTIZIA E DEI DEBOLI, MA CEDONO AL RICATTO DEI
RICCHI E DEI POTENTI
FRA CRISTOFORO (CAPITOLO IV)
• E’ UN UOMO TRA I 50 E I 60 ANNI
• HA IL CAPO RASATO E UNA PICCOLA CORONA DI CAPELLI ATTORNO (TIPICO
DEI FRATI CAPPUCCINI)
• HA UN PORTAMENTO ED UNO SGUARDO ALTERO (FIERO) ED INQUIETO
• HA UNA RELIGIOSITA’ UMILE
• HA UNA BARBA BIANCA E LUNGA
• HA SUL VOLTO L’ESPRESSIONE GRAVE DI CHI HA VISSUTO UNA VITA NELLA
PRIVAZIONE (VOTO DI POVERTA’)
• HA GLI OCCHI INCAVATI (OCCHIAIE), CHE SPESSO GUARDANO A TERRA (VOTO
DI UMILTA’)
• VI E’ LA SIMILITUDINE TRA IL GUIZZO VIVACE DEGLI OCCHI DI CRISTOFORO E
DEI “CAVALLI IMBIZZARRITI”
• IL SUO VERO NOME NON ERA CRISTOFORO, MA LUDOVICO
• NON E’ SEMPRE STATO UN UOMO DI CHIESA, MA AVEVA VISSUTO NEL MODO
PRIMA DI PRENDERE I VOTI (CONVERSIONE)
• ERA STATO FIGLIO DI UN RICCO MERCANTE, ABITUATO AD ESSERE ADULATO
E RISPETTATO
• E’ FRATE CAPPUCCINO AL CONVENTO DI PESCARENICO
• SI MOSTRA UMILE, SI PRENDE CURA DI TUTTI, SI SPENDE PER GLI ALTRI PER
QUELL’AMORE CRISTIANO E CARITATEVOLE CHE MOSTRA NEI CONFRONTI
DEGLI UMILI
• LA SUA SCELTA RELIGIOSA E’ FATTA IN NOME DELL’AMORE VERSO IL
PROSSIMO E DELLA FEDE, NON UNA SCELTA FATTA PER COMODITA’
• FRA CRISTOFORO STA SEMPRE DALLA PARTE DELLA GIUSTIZIA, SENZA
PAURA DEL POTERE, DEI RICCHI E DEI PREPOTENTI (COME SUCCEDERA’ NEL
CAP. VI)
• LA SUA FIGURA E’ OPPOSTA A QUELLA DI DON ABBONDIO
• E’ UN UOMO DIVISO TRA LO SPIRITO DI CARITA’ E L’AGGRESSIVITA’
GIOVANILE NON ANCORA SOPITA
• LA SUA LUNGA VITA E’ UNA LUNGA ESPIAZIONE VERSO CIO’ CHE E’ STATO E
VERSO CIO’ CHE HA FATTO
• HA UN CARATTERE BATTAGLIERO ED AVVENTUROSO, MESSO A SERVIZIO
DEL BENE
• “FALSO ORGOGLIO”=LA SUA CAPACITA’ DI FAR STARE I PREPOTENTI AL LORO
POSTO PRENDE LA FORMA DELLA CARITA’
• TUTTE LE PRIVAZIONI A CUI SI SOTTOPONE NON RIESCONO A CANCELLARE
DEL TUTTO CIO’ CHE E’ STATO, IL SUO CARATTERE
• SCEGLIE IL NOME CRISTOFORO PER IL SUO SIGNIFICATO “PORTO DIO CON
ME”
• SCEGLIE DI DIVENTARE FRATE PER ONORARE LA MEMORIA DELL’AMICO
MORTO, PERCHE’ SOLO NELLA FEDE E CON L’AIUTO DI QUESTA, FORSE
AVREBBE TROVATO LA FORZA DI AFFRONTARE E SUPERARE IL DOLORE DELLA
PERDITA, SENZA, PERO’, DIMENTICARE
• CAMBIANDO NOME, CAMBIA ANCHE VITA
• VIVRA’ TUTTA LA SUA VITA CONVIVENDO CON IL RIMORSO DI CIO’ CHE HA
FATTO E CON IL DOLORE PER LA PERDITA DELL’AMICO E PER QUESTO MOTIVO
DEDICHERA’ LA VITA AGLI UMILI
• PER MANZONI FRA CRISTOFORO NON SOLO E’ SIMBOLO DI FEDE, MA E’ IL
MODELLO DI UN TIPO DI UMANITA’, QUELLO DELLA PERSONA IMPEGNATA,
CHE HA FATTO DEGLI ERRORI, MA CHE SE NE E’ PENTITA E CERCA SEMPRE DI
FARE DEL PROPRIO MEGLIO PER MIGLIORARE.
• FRA CRISTOFORO FA RIFLETTERE SUL MALE E SUL BENE PERCHE’, IN FONDO,
TUTTI NOI SIAMO UN PO’ BUONI E UN PO’ CATTIVI.
EccoVi un confronto tra i due religiosi:
FRA CRISTOFORO                                   DON ABBONDIO
ANIMATO DA SPIRITO DI CARITA’      ANIMATO DAL SENTIMENTO DELL’EGOISMO
RAPPRESENTA LA BUONA CHIESA     RAPPRESENTA LA CATTIVA CHIESA
GIUSTIZIA, UMILTA’, CARITA’              EGOISMO, PAURA, INTERESSE

Nonna Rosa e, per conferma, Polpot Football Club (P.F.C.)

domenica 3 febbraio 2013

un esperimento di polimerizzazione

Gentilissimi, la congettura di Hoyle ipotizza che, dentro le condrule, all'interno di alcune meteoriti, le molecole organiche ivi trovate, potessero essere state "trasferite" sulla Terra.
Il passaggio successivo dovrebbe essere dimostrare che tali molecole, "in condizioni opportune", si siano potute concatenare, prima, e chiudere, poi. Secondo molti scienziati, infatti, le prime cellule si sarebbero formate da catene di carbonio organico. Tali catene, chiuse, delimitavano un ambiente esterno ed un ambiente interno. La prima cellula sarebbe stata, appunto, formata da una catena "semplice" e chiusa si carbonio.
Un semplice esperimento, per mostrare la possibilità di formare tali catene, è il seguente:
Materiale:
bicchiere di vetro, liscio all'interno
acqua
zucchero
specillo o spatola
cucchiaino
beuta
Procedimento:
riempite, per 200 cc, la beuta d'acqua. Mettete 4 cucchiaini di zucchero. Mescolate con lo specillo o con la spatola. Continuate sino a quando lo zucchero sia completamente sciolto e, sul fondo, non si vedano "granellini". Travasate l'acqua zuccherata nel bicchierino, per circa la metà (100 cc). Osservate l'acqua nel bicchierino. L'acqua risulterà trasparente. Mettete nel bicchierino altri 3 cucchiaini di zucchero. Mescolate. Sempre mescolando, osservate il bicchierino in controluce. L'acqua non sarà più trasparente. Continuate a mescolare, sempre osservando il bicchiere in controluce. Si inizieranno a notare alcuni filamenti opachi che, dal centro del bicchiere, si dispongono quasi verticalmente, partendo dal fondo dello stesso bicchiere. Tali filamenti si romperanno facilmente, sia usando la spatola sia interrompendo la "mescolata". Per osservare meglio i filamenti, potrebbe essere di aiuto mettere un altro cucchiaino di zucchero nel bicchiere.
Questi filamenti potrebbero essere catene di carbonio polimerizzato.
Se fosse così, potrebbe essere avvenuta la medesima cosa nelle condrule?
Le molecole organiche presenti avrebbero potuto polimerizzare?
Poiché le condrule sono di dimensioni ridotte, l'acqua presente in esse dovrebbe essere molto poca. Questo potrebbe aver facilitato la polimerizzazione?
Poiché il volume delle sferette è ridotto, la polimerizzazione avverrebbe con minore o maggior facilità?
La forma sferica potrebbe aver incrementato la possibilità, per tali catene, di chiudersi?
Ecco una serie di interrogativi per invitarVi, anche a casa, a realizzare, magari senza macchiare la tovaglia delle feste, lo stesso esperimento.
Provate, riferite, inviate i Vostri commenti e le Vostre ipotesi. Nonna Rosa

sabato 2 febbraio 2013

Alan e il drago

Gentilissimi, dopo aver presentato la congettura di Hoyle, mi sono giunte richieste e suggerimenti.
Per gli alunni ecco una immagine del famoso Drago Polvere di Stelle.

Per le ragazze ecco il link alla canzone di Alan Sorrenti "Figli delle stelle":

Figli delle stelle

Buon ascolto e buona sincro-evocazione. Come faccio a sapere certe cose? La maga bianca Pikeru è una mia vecchia amica! So che, sulla carta, sembra una ragazzina caruccia, ma, sappiate, si tratta, appunto, di magia. NR
Un ringraziamento a Cerchietto Atletico per i preziosi suggerimenti!

venerdì 1 febbraio 2013

un errore per Bowie

Gentilissimi, la memoria della Vostra nonna sta facendo le bizze. In precedenza avevo scritto che Stardust Memories fosse un brano di David Bowie. Mi ero sbagliata. Era il titolo di una intervista allo stesso Bowie sulla rivista Rokstar. Il brano è Ziggy Stardust. Per scusarmi ecco i relativi link:
 all'intervista
intervista a Bowie

Ecco il brano su Youtube

Ziggy Stardust

Se riesco entro domenica avrete pure l'immagine del "Drago Polvere di Stelle". Una Yu gi-Nonna

giovedì 31 gennaio 2013

congettura di Hoyle - parte tre

Proseguiamo con la congettura di Hoyle:
Dopo aver studiato comete e meteoriti, analizzò il contenuto delle condrule. All'interno di queste piccole sferette di vetro furono trovate molecole organiche. Secondo Hoyle sarebbe stato possibile che, trovando le condizioni ambientali adatte, sulla Terra, da tali molecole potevano formarsi le prime cellule e, quindi, la vita.
Anche in tempi recenti all'interno di comete e meteoriti sono state trovate molecole organiche, o precursori delle medesime.
A ben vedere, tuttavia, Hoyle non ha dato una risposta alla domanda "come" si è originata la vita. Ha semplicemente "spostato" il "dove". Se anche le molecole organiche non si fossero formate sulla Terra, non è chiaro "come si sono formate. Ipotizzando che si siano formate nello spazio esterno, su altro pianeta o stella, Hoyle non ha chiarito la modalità di formazione. Ecco perché questa è detta "congettura" e non ipotesi o teoria.
Riprendiamo il discorso di Hoyle. Le molecole organiche furono portate sulla Terra grazie a meteoriti e/o comete. Qui giunte, trovando le condizioni adatte, furono in grado di organizzarsi in cellule. Quindi la vita, e noi con essa, sarebbe di origine "esterna". Da un solo punto (pianeta o stella), oppure da più punti, ci sarebbe stato questo "lancio" di materiale verso l'esterno. Perché avvenne questo "lancio"? Forse la stella è esplosa, oppure il pianeta si è, per cause da chiarire, disintegrato. Da questo momento le meteoriti si sono disperse in tutto lo spazio, sino a giungere sulla Terra. Da quel punto i "semi" della vita si sono sparsi in tutto l'universo. Ecco per quale motivo tale congettura è detta "panspermia". "Inseminazione dappertutto". Quindi, secondo Hoyle, è più che probabile che tali "semi" siano giunti non solo sulla Terra, ma anche su altri pianeti. Se fosse stata una stella, potrebbe essere stata una esplosione di supernova. Noi, così, saremmo polvere di stelle. Se Vi sembra di aver già sentito queste parole, avete perfettamente ragione. Sia nei giochi di carte, in musica, in filosofia e, presumo, in altri campi si parla di vita dovuta a "polvere di stelle". Addirittura David Bowie, se non erro, ha cantato Stardust memories ("memorie di polvere di stelle").
Nel prossimo post inserirò, se riesco, alcuni link relativi.
Una nonna che, davvero, si ricorda di quando era una stella. Ora solo cadente e caduca! NR