sabato 9 febbraio 2013

il delta del Mississippi

Gentilissimi, come da Voi richiesto ecco una immagine del delta del Mississippi. Come potete ben vedere la costa è bassa, fangosa e digitata. Da luoghi come questo, secondo l'ipotesi detta "inorganica", si sarebbero avute le condizioni per la formazione non solo di molecole organiche, ma, addirittura, delle prime cellule. Ne parleremo in seguito. NR


venerdì 8 febbraio 2013

relazione scientifica sostanze stupefacenti - parte 3

Proseguiamo con la proposta di schema per una relazione scientifica compilativa sulle sostanze stupefacenti:

o) in base alla località dove vivete Voi, inserite informazioni sintetiche, notizie da quotidiani o tg, nazionali e non, relative a spaccio, morti, reati inerenti la sostanza di indagine. Evidentemente, se la sostanza è legale (caffè, alcool, nicotina, antidepressivi, farmaci) non si tratterà di reati, ma di semplici notizie. Tali notizie sono da riportare in sintesi, indicandone, in Bibliografia, la fonte, il quotidiano o la rivista da cui sono stati "presi". Le informazioni relative alla incidenza sul Vostro territorio devono mantenere la privacy. Non inserite nel Vostro lavoro cognomi, nomi o dati personali. Potete, solo se lo ritenete opportuno e se la notizia ha rilevanza ai fini della Vostra relazione, mettere le località in cui tali fatti sono avvenuti.
p) A questo punto, dopo aver riletto con attenzione la prima stesura della relazione, mettete le notizie curiose, miti e leggende, curiosità, storia della sostanza, utilizzo per altri scopi, derivazione del nome e quanto altro sia ampliamento e approfondimento.
q) Cercate studi, esperimenti, pubblicazioni scientifiche fatte per testare l'assunzione e/o gli effetti della sostanza. Pure per tali studi siate sintetici, indicando motivi dello studio e conclusioni dello stesso.
r) Se non avete spiegato in precedenza TUTTI  i termini non comuni della Vostra relazione, potete, a questo punto, inserire un elenco alfabetico di questi termini. Mettete il titoletto GLOSSARIO, quindi muniteVi di un ottimo vocabolario e, dopo ogni parola, riportate la spiegazione necessaria per la comprensione della stessa. Evitate accuratamente di utilizzare, per la spiegazione, la parola stessa o un suo derivato. Ad esempio, una frase come "I serpenti sono rettili. Tra i rettili vi sono i serpenti" non ha molto significato. Neppure "La farfalla è una farfalla" è una frase chiara e comprensibile. "Un vocabolario è un libro dove si cercano i vocaboli", oltre che ovvia, ha scarsa rilevanza.
s) A conclusione del Vostro lavoro ponete il titoletto CONCLUSIONI. Inserite brevemente la motivazione della relazione, quanto avete appreso, eventuali dubbi che non siete riusciti a toglierVi, effetti e Vostre considerazioni. Ecco un esempio:
CONCLUSIONI
Nonostante il caffè sia, da molti secoli, bevanda utilizzata a scopi ricreativi e come eccitante, non sembra che l'utilizzo legale durante l'orario scolastico, da parte delle docenti, possa inficiare, ossia diminuire, le capacità didattiche delle stesse. In alcuni casi si è notata una parziale rilevanza tra urla della docente e mancata assunzione di caffeina, in particolare nelle ultime ore di lezione e quando gli studenti non si erano preparati a dovere. Non si riesce a comprendere come, tra gli scarsi benefit dei docenti, non vi sia una tazzina di caffè al giorno. A parziale motivazione di quanto detto si riporta una celebre frase dimostrativa: "I matematici sono persone che trasformano caffè in teoremi". Questa relazione è stata molto utile per assaggiare differenti tipologie e miscele di caffè senza pagare nulla.

Ovviamente cercate di essere maggiormente scientifici di quanto abbia mostrato la Vostra Nonna Rosa.

collaborazione tra scienziati

Gentilissimi, la scienza è comunicazione e collaborazione. Tutti gli scienziati, con il loro lavoro onesto e, ripetiamo, ripetibile, incrementano le conoscenze scientifiche per tutti. E' per questo che la scienza, e, di conseguenza, il lavoro degli scienziati, si basa sulle pubblicazioni. Il valore delle pubblicazioni scientifiche, con la discussione che, a più livelli, si sta svolgendo in tutto il mondo, Italia compresa, poi, è un discorso a parte. Per ora sia sufficiente sapere che ogni scienziato, per poter essere considerato tale DEVE pubblicare lavori e scoperte che siano comprensibili non solo dai collaboratori, ma, se possibile, da chiunque abbia le conoscenze necessarie. Solitamente, a livello di scoperte o ipotesi, la priorità è attribuita al "primo" scienziato che abbia "comunicato" la scoperta. Vi lascio un link per presentarVi un personaggio che, spesso, i libri pongono in secondo piano: Wallace. Si tratta dello scienziato che, indipendentemente da Darwin, e seguendone le orme, ha proposto la teoria della evoluzione della specie. Il link fa riferimento ad una rubrica di Educazione ambientale di uno dei tanti parchi posti nella Regione Lombardia, il Parco Oglio sud.
Leggete e commentate! NR

Wallace


giovedì 7 febbraio 2013

schema relazione scientifica - sostanze stupefacenti - parte 2

Gentilissimi, proseguiamo con una proposta per svolgere una relazione scientifica sulle sostanze stupefacenti.
Dopo aver cercato il materiale necessario possiamo procedere:
g) inserite alcune immagini, possibilmente significative di quanto state scrivendo. Ogni immagine DEVE essere corredata da una didascalia esplicativa. Se utilizzate materiale da Internet, controllate che lo stesso non sia protetto da copyright. Se la risposta è affermativa, ricordate, nella didascalia, di indicare il titolare del copyright. Se siete a conoscenza dell'autore dell'immagine, indicatene le generalità. AppuntateVi il sito da cui avete preso l'immagine (il sito, e non il "motore di ricerca"). Riunite due o tre immagini consecutivamente, cercando di mantenere lo stesso formato e, se possibile, le stesse dimensioni.
h) Ora, finalmente, è possibile iniziare la redazione della parte più rilevante, o "argomento"; iniziate con una descrizione della sostanza, non inserendo notizie, informazioni che non abbiano a che fare con la descrizione stessa. Se ritenete opportuno, spiegate i termini utilizzati, quando non sufficientemente noti o di uso comune; inserite spiegazioni per termini specifici o gergali.
i) Nella descrizione indicate con chiarezza misure e unità di misura relative. Se Vi è nota, indicate la formula chimica della sostanza. Se di origine naturale descrivete inoltre la pianta, il fungo o, comunque, l'organismo vivente da cui essa è tratta. Classificate con accuratezza quell'organismo vivente. Descrivete come la sostanza si presenta prima dell'assunzione.
l) indicate, spiegando i termini usati, quali sono gli effetti che la sostanza provoca: partite dagli effetti sul sistema nervoso. Passate poi alla circolazione; quindi agli altri organi interni. Per ultimo descrivetene gli effetti su capacità di comunicazione, relazione e vita sociale, apprendimento. Indicatene le caratteristiche di dipendenza, assuefazione.
m) cercate informazioni sulle correlazioni con altre sostanze, stupefacenti o meno. Se riuscite inserite, a supporto delle Vostre informazioni o ipotesi, grafici, schemi, tabelle.
n) Riportate le differenti modalità di consumo, assunzione, utilizzo. Inserite, se le trovate, notizie sulla correlazione con arte, musica, letteratura, film.
E anche per oggi è sufficiente. Una sola richiesta: non lavorate con fretta e all'ultimo momento. Per fare una relazione scientifica, sebbene compilativa, sono necessarie da 4 a 6 ore circa. Inserite le notizie e i dati che avete trovato SOLO al momento e nel paragrafo opportuno. Non è necessario, se non Ve lo indico, mettere "titoletti" ai paragrafi. Piuttosto, andate a capo. Se trovate ulteriori immagini, sempre con didascalia e rispettando quanto detto al punto g), inseritene a due o tre consecutive, in base a quale paragrafo si riferiscono.
NR

mercoledì 6 febbraio 2013

uno schema per una relazione scientifica : sostanze stupefacenti

Gentilissimi 3 A, come procedere per svolgere adeguatamente una relazione, e non solo una ricerca, sulle sostanze stupefacenti?
Partiamo da una corretta impostazione della relazione:
a) indicate l'autore; ad esempio Nonna R., ossia il Vostro cognome e l'iniziale del nome
b) tra parentesi tonde riportate l'anno di realizzazione; (2013)
c) inserite un titolo in grassetto; il titolo deve essere pertinente, preciso, non generico, all'eventualità anche dettagliato; ad esempio: "L'utilizzo di caffeina tra le insegnanti  italiane di Scienze ultrasessantenni"
d) mettete una breve introduzione: riportate le motivazioni della Vostra scelta, oppure la causa di tale relazione. Indicate, anticipatamente, cosa avete scoperto, cosa non sapevate, ulteriori motivi di studio scientifico; L'introduzione deve essere il più possibile breve, sintetica, esaustiva; ad esempio:
Le professoresse di Scienze utilizzano spesso caffè come succedaneo delle bevande energetiche. Il caffè, magari zuccherato, aumenta la pressione sanguigna e la glicemia, incrementando così le capacità attentive delle docenti durante le ultime ore di scuola. Tra le differenti tipologie di caffè, le docenti, secondo una indagine del MIUR, preferiscono la miscela arabica alla nocciola, non facilmente reperibile sul mercato e quasi assente dalle "macchinette distributrici".
e) importante, per una corretta relazione scientifica, è il Summary, ossia un breve riassunto in inglese della relazione; se volete potrete tradurre, con frasi brevi, la stessa introduzione; evitate di utilizzare traduttori sul web, in quanto "La mosca sullo zucchero" è tradotto allo stesso modo di "Il volo dello zucchero", con esiti molto dilettevoli, ma quanto mai da evitare per voti decenti
f) è ora di cercare quanto più materiale possibile. Utilizzate, prima di tutto, libri, dizionari, riviste che avete in casa; in secondo luogo visitate almeno una biblioteca; usate, se pensate sia utile, il libro di testo; solo dopo aver cercato questo materiale passate ad una prima stesura, o bozza, di relazione; in seguito controllate il web, per altro materiale e per immagini; Vi ricordo di tenere sempre, magari su foglio di lavoro a parte, tutti i link ai siti visitati; sia i libri sia i siti usati, fosse anche solo per le immagini, DEVONO essere riportati in Bibliografia e in Sitografia.
Per ora quanto detto è sufficiente. Alla prossima! NR

strutture di Widmanstatten

Gentilissimi, eccoVi il link di wikipedia su altre osservazioni relative a meteoriti:

http://it.wikipedia.org/wiki/Figure_di_Widmanst%C3%A4tten

Una meteorite  di questo tipo, "tagliata", si trova anche in Italia, in una collezione privata (coll. M. Chinallato). Bella


lunedì 4 febbraio 2013

sms e relazioni uomo-donna

Gentilissimi 3 A, ecco un, abbastanza, recente, articolo tratto dalla newsletter di Le Scienze. Molto adatto per quanto studiato in classe e come approfondimento:


società comportamento psicologia antropologia
Come cambiano i rapporti umani: lo rivelano sms e telefonate
 L'analisi delle telefonate e dei messaggi di testo di tre milioni di utenti europei suffraga la teoria che le relazioni femminili cambino con il cambiamento delle priorità biologiche, suggerendo che siano le donne a dirigere l'adattamento evolutivo degli esseri umani di Daisy Yuhas
L'analisi di 1,95 miliardi di chiamate su telefoni cellulari e di 489 milioni di messaggi di testo rivelano che, nel corso della vita, uomini e donne seguono modelli di relazione diversi. I ricercatori sostengono, in particolare, che durante l'età fertile siano le donne a guidare il processo per la ricerca di un compagno e che poi orientino la loro attenzione verso la generazione femminile successiva. I dati sembrano anche mettere in crisi alcune idee comuni su come si organizzano gli esseri umani. "Una diffusa ipotesi antropologica è che lo stato sociale ancestrale degli esseri umani sia stata una forma di patriarcato, ma non sono sicuro che sia così", dice Robin Dunbar, antropologo all'Università di Oxford e autore dello studio, pubblicato su “Nature Scientific Reports”. Dunbar e un team interdisciplinare hanno esaminato i dati relativi al traffico telefonico da cellulari di un unico gestore, in un paese europeo che non è stato non indicato. (La località è rimasta anonima per proteggere le identità degli utenti). I dati sono stati raccolti nell'arco di sette mesi, limitando lo studio delle telefonate tra utenti di età e sesso conosciuti; è stata così ottenuta una base di dati su circa 3,2 milioni di abbonati, ovvero circa il 20 per cento degli utenti di cellulari della nazione. In base all'ipotesi che gli amici, intesi come le persone con i rapporti più stretti, comunichino più frequentemente fra loro, il gruppo ha analizzato le prime tre amicizie di ogni utente, individuate in base alla frequenza di telefonate, per determinare i modelli dell'utente medio maschio e femmina nelle diverse età. I ricercatori si aspettavano di trovare una "omofilia", cioè la tendenza a scegliere un amico dello stesso sesso. Invece, sembra che, tra le varie forme di rapporto, a trionfare sia quello romantico: i dati hanno rivelato che il migliore amico di una persona, in particolare fra i 20 e i 30 anni, è del sesso opposto e della stessa età.  Tuttavia, esistono notevoli differenze nel modo in cui uomini e donne comunicano con il proprio presunto partner romantico. In primo luogo, nella vita di una donna l'uomo rimane la persona a cui si telefona più spesso per circa 15 anni, rispetto ai sette anni nel caso degli uomini. Anche l'età del picco massimo di chiacchierate fra partner è diversa: 27 anni per le donne e 32 per gli uomini.  Dopo i 50 anni, però, le cose cambiano. La preferenza per un partner romantico si esaurisce sia negli uomini che nelle donne, e nella frazione dei più anziani presenti nel data base, entrambi i sessi cercano prima di tutto compagnia. Nelle donne, il rapporto con uomo è sostituito da una forte relazione con un'altra donna, di solito di una generazione circa più giovane. Dunbar e colleghi interpretano questo modello come un rapporto madre-figlia. Coniugando la forte preferenza delle donne prima per un uomo e, in seguito, per una figura filiale, i ricercatori concludono che sia la biologia a plasmare il comportamento femminile, che influisce a sua volta sugli uomini. Dunbar ipotizza che le donne avviino e diano priorità alla relazione con un partner romantico più precocemente degli uomini, un comportamento che, a poco a poco, porta gli uomini a ricambiare. Questa relazione continua a essere la massima priorità per tutta l'età fertile della donna media, che successivamente rivolge la propria attenzione alla prossima generazione di donne che si avvicinano al periodo fertile. "Probabilmente abbiamo sottovalutato l'importanza di queste reti di sostegno familiare", dice Dunbar, secondo cui l’attuale diminuzione della dimensione della famiglia potrebbe riflettere la mobilità delle donne moderne, che le isola dalla propria rete di sostegno materno. Ritiene inoltre che i legami tra madre e figlia, e la forza dell’influenza di una donna sull'accoppiamento, siano così forti da essere alla base delle tendenze naturali della società umana: "Credo che, a parità di condizioni, il modello sociale 'normale' degli esseri umani sia matrilineare.". I dati suggeriscono anche un differente modello di amicizia maschile. I tabulati telefonici suffragano la concezione comune che le donne abbiano intense amicizie di tipo uno-a uno, che si conservano e si modellano attraverso comunicazioni frequenti; in effetti, Dunbar ritiene che la comunicazione digitale, con i suoi messaggi istantanei e le sue forme veloci, sia, in genere, su misura per uno stile di amicizia femminile. Al contrario, i maschi, suggeriscono i dati, hanno un approccio molto diverso: a parte lo stretto rapporto degli anni romantici con una donna, hanno un numero più alto di amicizie sia con uomini sia con donne. Questa conclusione suffraga un popolare modello, secondo cui gli uomini preferiscono legami di gruppi e attività condivise. I modelli di amicizia maschile e femminile rilevati nello studio si conformano alle osservazioni già fatte da tempo in psicologia e in altri campi, ma alcuni ritengono che le più ampie interpretazioni biologiche siano troppo speculative. "Si tratta di dati molto interessanti", ha commentato lo psicologo dell'Università di Rochester, Harry Reis, che studia le interazioni sociali umane e ha scritto molto su intimità e amicizia nei maschi e nelle donne. "Ma ci sono innumerevoli spiegazioni alternative per i modelli che sono emersi.". Tra i casi in discussione, ci sono le situazioni non romantiche, in cui individui di sesso opposto comunicano di frequente, per esempio tra collaboratori o con un datore di lavoro. Un altro caso è la possibilità che il modello di relazione di una donna si sposti con l'età, perché nel corso della vita può aver perso il partner per la sua morte o per un divorzio. L'antropologo Daniel Hruschka, dell'Arizona State University, a Tempe, che ha scritto un libro sull'evoluzione dell’amicizia nelle diverse culture, è stato colpito dalle somiglianze, piuttosto che dalle differenze, nei dati sugli uomini e sulle donne. "Nel loro periodo iniziale di riproduzione, uomini e donne chiamano il sesso opposto molto più di quanto non facciano più tardi nella vita", osserva Hruschka, aggiungendo che anche i modelli madre-figlia sono più deboli di quanto si aspettasse. I dati suggeriscono che sia gli uomini sia le donne dividano il loro tempo chiamando i figli e i coniugi. "Queste differenze sembrano piuttosto piccole, rispetto agli stereotipi imperanti sulla frequenza con cui le donne comunicano con i bambini.". Dunbar, che sta per pubblicare un saggio in cui confronta le differenze dei rapporti fra uomo e donna nelle diverse culture, ipotizza tuttavia che i modelli identificati siano universali, il che però non significa che si applichino a tutti. "Il nostro problema, in un certo senso, è che stiamo guardando delle medie", dice Dunbar. Le persone che non sono conformi alle ipotesi dello studio, per esempio le donne senza figli, si presume che siano una minoranza. "Sono senz'altro lì da qualche parte, ma è un dato che probabilmente non riusciremmo a distinguere.”.
(L'originale di questo articolo è apparso su "Scientific American" il 20 aprile 2012; riproduzione autorizzata.)

E non mandatemi sms! Una nonna non cellularizzata a dovere.