martedì 31 marzo 2020

appunti sui ragni (6) - riproduzione e corteggiamento



Gentilissimi e gentilissime,
continuiamo con gli appunti sui ragni.

RAGNI – RIPRODUZIONE E CORTEGGIAMENTO

I ragni hanno riproduzione sessuata, ossia nella riproduzione sono coinvolti cellule dette gameti: femminili (oociti, oppure ovociti) e gameti maschili (spermatozoi).
Questi gameti hanno solo un cromosoma di ogni coppia. Sono cellule APLOIDI.
Quando avviene l’unione tra oocita e spermatozoo si forma la prima cellula di un nuovo organismo. Questa prima cellula è detta ZIGOTE.
Dallo zigote, mediante la replicazione, o duplicazione, della cellula, si forma l’organismo completo.
Nei ragni, tuttavia, la riproduzione avviene con fecondazione interna INDIRETTA.
Cosa significa interna? Significa che l’unione dei due gameti avviene all’interno del corpo della femmina.
Cosa significa indiretta? Significa che la riproduzione avviene SENZA il contatto tra l’apparato genitale maschile e quello femminile.
I ragni maschio, in presenza di un ragno femmina DELLA STESSA SPECIE e FERTILE, avvolgono in una piccola “ragnatela” gli spermatozoi. Successivamente li raccolgono nei pedipalpi.
Se la femmina è fertile, ossia è matura e pronta per l’accoppiamento, il maschio inserisce il pedipalpo nell’apparato genitale femminile, detto EPIGINO. Trasferisce, così, gli spermatozoi, che si uniscono all’oocita.
Poiché i pedipalpi sono posti nella parte della testa del maschio, e l’epigino nell’addome della femmina, sono presenti quasi sempre dei comportamenti detti RITUALI DI CORTEGGIAMENTO.
Nei ragni, di solito, le femmine sono molto più grandi dei maschi. Per il maschio, quindi, a volte, il corteggiamento può essere rischioso.
Distinguiamo 3 tipologie di rituali di corteggiamento nei ragni:

a) CONTATTO DIRETTO TRA MASCHIO E FEMMINA

b) EMISSIONE DI FEROMONI DA PARTE DELLA FEMMINA

c) RICONOSCIMENTO VISIVO



a)CORTEGGIAMENTO CON CONTATTO DIRETTO
Il maschio cammina strisciando sopra alla femmina. Blocca la femmina, che, di solito, non reagisce. Inserisce il pedipalpo nell’epigino. Successivamente si allontana. Il maschio, in questo caso, è più piccolo della femmina.
Il maschio del ragno MICROMMATA VIRESCENS, di colore verde, con striscia rossa sull’opistosoma quando è maturo, semplicemente fa un balzo e letteralmente, salta addosso alla femmina, di colore verde oliva intenso.
In questo caso è possibile riconoscere il ragno maturo di genere maschile dalla femmina. Quando questo accade, come, ad esempio, tra gallo e gallina, o tra uomo e donna, si parla di DIMORFISMO SESSUALE.
La tarantola, LYCOSA TARANTULA, come altri ragni della stessa famiglia (“ragni-lupo”), dopo l’accoppiamento si scambiano “effusioni” accarezzandosi a vicenda i pedipalpi usando le zampe anteriori.
Il nome tarantola deriva direttamente dalla città di Taranto. Contrariamente a quanto si crede, non ha un morso velenoso per l’uomo.
Altri ragni, con le zampe, danno dei colpettini sul corpo della femmina. La femmina si mette in posizione di difesa, o, meglio, fa finta di difendersi. Infatti si lascia avvicinare con i cheliceri ben lontani tra loro. Il maschio si avvicina ancora di più e la blocca per l’accoppiamento.
Altri ragni legano con un filo di seta la femmina per l’accoppiamento. La femmina fa finta di non potersi liberare e si lascia avvicinare. Dopo l’accoppiamento, tranquillamente, si libera dal filo.

b) EMISSIONE DI FEROMONI
I feromoni sono sostanze chimiche rilasciate dagli organismi viventi come “segnali chimici”.
·         RAGNI CHE COSTRUISCONO LA RAGNATELA
In alcune specie, la femmina rilascia queste sostanze direttamente sulla ragnatela. Il maschio si avvicina alla tela attirato dai feromoni. Giunto sulla tela, ne pizzica i fili, come se fosse una chitarra. Le vibrazioni arrivano alla femmina. La femmina riconosce, dal tipo di pizzichi, se si tratta di un maschio della propria specie oppure se si tratta di una preda. Nel primo caso, il maschio si avvicina per la riproduzione. L’accoppiamento, in questo caso, avviene quasi sempre “a testa in giù”, come nel caso di ARGIOPE BRUENNICHI.
Il ragno LINYPHIA TRIANGULARIS, dopo l’accoppiamento, per evitare che un altro maschio si avvicini alla femmina, si mangia la ragnatela che la femmina ha costruito.
·         RAGNI CHE NON COSTRUISCONO LA RAGNATELA
La femmina matura, mentre cammina, rilascia, su un filo di seta, i feromoni. Se un maschio incrocia il filo è attratto dai feromoni femminili e si avvicina alla femmina per l’accoppiamento. I due si scambiano segnali visivi, di giorno, o acustici e tattili, di notte.
Il ragno PISAURA MIRABILIS usa un’altra strategia. Cattura una mosca e la avvolge completamente in una specie di bozzolo. Poi posiziona il suo regalo di fronte alla femmina. La femmina si distrae e il maschietto ne approfitta per l’accoppiamento. A volte succede che il maschietto, distratto dalla femmina, non riesca a catturare nulla. Allora imbroglia! Costruisce ugualmente il suo bozzolo-regalo. Un po’ come se si facesse alla fidanzata un regalo con un bel pacchetto, ben confezionato. Poi, dentro al cadeau, non c’è assolutamente nulla.

c) RICONOSCIMENTO VISIVO
Nei ragni salterini (Salticidae) il riconoscimento visivo è molto importante. Il maschietto si “fa vedere” dalla femmina. Fa “il galletto”, diremmo noi. Se la femmina rimane ferma, oppure “risponde” ai segnali del maschio, inizia il corteggiamento “da vicino”.
Alcuni ragni, inoltre, devono sacrificare se stessi o una parte del loro corpo, di solito uno o entrambi i pedipalpi.
Per essere più veloce, il maschio di TIDARREN ARGO si strappa un pedipalpo. Quando si accoppia, la femmina gli strappa anche l’altro. A questo punto il maschio non sa più dove andare e la femmina se lo mangia.
LATRODECTUS HASSELTI, per garantire che la femmina sia ben nutrita e che i suoi spiderlings siano in salute, si lascia mangiare dalla femmina dopo la riproduzione.
Molto caratteristico è il balletto del ragno-pavone, MARATUS VOLANS, oppure di ragni dello stesso genere, che, come dice il nome, si pavoneggia. Al posto della ruota del pavone, alza l’opistosoma, bello colorato. Poi con le zampe anteriori manda dei segnali, come se fosse un addetto sulle portaerei o negli eliporti. Ecco un video in cui potete osservare il ragno-pavone nel rituale di corteggiamento:


NR, Nonna rituale

mercoledì 25 marzo 2020

appunti ragni (5) (cl. 1) - alimentazione


Gentilissimi e gentilissime,
continuiamo con gli appunti sui ragni.
Nella fase del ciclo vitale che abbiamo denominato “trasformazione di energia” dobbiamo ancora parlare della alimentazione.
Come avviene? Cosa mangiano i ragni? Come avviene la predazione?

COSA MANGIANO I RAGNI - ALIMENTAZIONE
Come abbiamo già detto, con esclusione del ragno Bagheera kiplingi, che è vegetariano, tutti gli altri ragni sono carnivori.
Anche alcune forme juvenili di ragni (“ragnetti giovani”), sino alla maturità, non sono carnivori. Si cibano del nettare di fiori.
Secondo alcuni studi, sembra che alcuni ragni che vivono nei fiori possano mangiare, oltre alle prede catturate, anche nettare e polline.
Per mangiare utilizzano i cheliceri, di cui abbiamo già parlato in un post precedente.
Quasi tutti gli altri ragni hanno i cheliceri che terminano con un condotto di uscita, un piccolo buchetto che serve per iniettare il veleno alle prede. Il veleno è prodotto da apposite ghiandole velenifere.
Solo la famiglia degli Uloboridae non inietta il veleno e non ha ghiandole velenifere. Gli Uloboridae hanno cheliceri particolarmente robusti e resistenti. Il significato di Uloboride è “dal morso funebre”, o “dal morso fatale”. Infatti, una volta catturata, per la preda di un uloboride è quasi impossibile scappare.
Gli altri ragni usano il veleno.
I RAGNI NON POSSONO MANGIARE CIBO IN FORMA SOLIDA. Il loro apparato digerente non lo consente. Possono mangiare solo cibo allo stato liquido.
Per impedire che ci siano particelle solide, l’apparato digerente dei ragni ha filtri in serie che fanno passare solo i liquidi.
Per questo il cibo è digerito ESTERNAMENTE. I modi in cui avviene questa “digestione esterna” sono, sostanzialmente, due:
1)      Il ragno che ha catturato la preda e l’ha immobilizzata, le inietta i succhi digestivi. Tali succhi digeriscono la preda. La parte commestibile della preda viene liquefatta. Grazie a una specie di “pompa aspirante” i liquidi digestivi e il cibo sono poi succhiati dal ragno. In tal modo il ragno ha i nutrienti necessari. La parte della preda che non è digerita è, nel caso di insetti predati, quasi sempre, solo l’esoscheletro, ossia la parte esterna. Si parla, in questo caso, di EXUVIA ALIMENTARE.
2)      In altri ragni, invece, la preda viene letteralmente spappolata. Grazie a cheliceri e pedipalpi, il ragno forma una specie di “pappetta omogeneizzata”. Per rendere più commestibile il cibo, alla “pappetta” il ragno unisce i succhi digestivi, poi aspirati nell’apparato digerente
Il cibo immesso e aspirato si ferma nell’apparato digerente in apposite “camerette” (PUNTI CIECHI, o BLIND SPOT), per facilitare la digestione e l’assimilazione dei nutrienti.
Alcuni ragni mangiano una preda che può essere anche già morta. Si parla, in questo caso, di ragni saprofagi (“ragni che mangiano cadaveri”).
Oltre a quanto detto in precedenza, come riportato in altro post, alcuni ragni si mangiano le cuticole dopo la muta. Altri ancora, in mancanza d’altro, si mangiano il polline che è rimasto appiccicato alla ragnatela. Altri ancora si mangiano proprio la ragnatela o la seta.

PREDAZIONE
Possiamo distinguere modi diversi di predazione. Quello più noto è con la ragnatela.

·       CON RAGNATELA
La ragnatela è formata da fili appiccicosi. Quando una preda è catturata nella ragnatela, si muove, facendo vibrare tutta la ragnatela. Le vibrazioni arrivano al ragno che, subito, corre ad assalire la preda.

·       A PELO D’ACQUA
Alcuni ragni si mettono “a galleggiare” sul pelo dell’acqua. Quando un insetto, per sbaglio, o perché sta scappando da un predatore, oppure perché sta lottando con altri insetti, finisce in acqua, si formano le onde. Il ragno in agguato sente queste onde e si dirige verso la preda caduta in acqua. Se riesce a catturarla, se ne alimenta.
Il ragno palombaro (Argyroneta aquatica), una volta catturata la preda in acqua, per non farsela sfuggire o rubare da altri, la porta sott’acqua. Sotto il livello dell’acqua il ragno palombaro costruisce, con la seta, una specie di campana piena d’aria. Un po’ come se fosse una botte in mare. Sembra che non ci sia aria all’interno, ma, come forse ricorderete in alcuni film di pirati, e come potete, con un semplice esperimento, osservare anche Voi, l’aria è presente.
Se prendete un bicchiere vuoto e lo rovesciate velocemente, a testa in giù, e lo immergete in una bacinella piena d’acqua, all’interno del bicchiere si nota che è rimasta aria.

·       AL LACCIO
Alcuni ragni, al posto di costruire una ragnatela, si portano dietro una specie di laccio. Con questo laccio cercano di catturare le prede. Tendono il laccio e, se una preda ci finisce dentro, lasciano il filo del laccio. La preda viene avvolta dal filo e catturata.
Il ragno Deinopis spinosus è una specie di ragno-thug. Si portano una corda per catturare le prede. Se la preda cammina sul terreno, il ragno-thug usa le zampe anteriori. Lancia il laccio e tira verso di sé la preda catturata. Se la preda vola, il ragno-thug usa le zampe posteriori, come quando si salta alla corda, ruotando all’indietro. Le “zampate” e la cattura, tuttavia, dipendono molto dalla forza del ragno e dalla velocità della preda.
Il ragno Mastophora preferisce le falene. Per catturarle usa una specie di “pallina” di seta. È, un poco, simile al lancio del martello. La pallina è attaccata ad un filo. Al posto di lanciare la pallina, come avviene per gli atleti martellisti, la lascia penzolare. Ricopre poi questa pallina con sostanze chimiche simili a quelle emesse dalle falene. Se una falena si avvicina, rimane attaccata alla pallina e aggredita. Se il ragno non riesce a catturare nulla, semplicemente si rimangia la pallina di seta. Si riposa un po’, poi ci riprova costruendo un’altra pallina “cattura falene”.

·       IN AGGUATO
I ragni che usano questa tattica stanno fermi, in attesa che qualche preda si avvicini. Poi la catturano.
Per fare questo possono:
-          MIMETIZZARSI: il ragno-granchio può cambiare di colore e mimetizzarsi all’interno dei fiori. Ho visto un ragno che, in qualche giorno, nel giardino di casa mia, da color marroncino è diventato bianco, quasi invisibile.
-          STENDERSI: alcuni ragni acquatici si cibano di pesciolini. Si mettono a riva, con le zampe posteriori che si ancorano ad un sostegno, un rametto, un sasso. Poi si allungano verso l’acqua, stando il più possibile a filo d’acqua. Aspettano e, quando passa un pesciolino, lo avvelenano. Lo tirano fuori dall’acqua e se lo mangiano.
-          CACCIARE: molti ragni salterini girano nell’ambiente, sulle cortecce, sui muri. Se vedono una possibile preda cercano di aggirarla, la inseguono e, se riescono, la catturano.
-          CAMUFFARSI: i ragni-formica sono ragni salterini. Appartengono alla sottofamiglia Myrmarachninae. Il nome di questa sottofamiglia è proprio “ragni-formiche”. Sono ragni che, se non li osserviamo attentamente, senza contare le zampe, assomigliano, in tutto e per tutto, a formiche. Per ingannare le formiche tengono le prime due zampette anteriori rivolte verso l’alto, come se fossero antenne. Imitano, per quanto possibile, le formiche di cui si nutrono. In seguito, appena se ne presenta l’occasione, catturano una formica e se la mangiano. In Italia si trova la specie di ragno-formica detta Myrmarchne formicaria.

Per ora è tutto. Al prossimo spider-post.
NR, Nonna Rosa

mercoledì 18 marzo 2020

appunti ragni 4 (cl. 1) - respirazione


Gentilissime e gentilissimi,
proseguiamo con gli appunti sui nostri amici ragni.

Una tra le parti che costituiscono il CICLO VITALE di ogni organismo vivente è dato dalla “TRASFORMAZIONE DI ENERGIA”. Sui libri di testo è riportata spesso sotto altre denominazioni.
Con ciò si intendono i modi in cui, sia a livello di tutto l’organismo sia a livello di cellula, per gli organismi pluricellulari, reperiscono fonti di energia.
Sicuramente per gli organismi autotrofi, che non hanno bisogno di cibarsi di altri organismi, esse possono essere ricondotte a FOTOSINTESI CLOROFILLIANA e RESPIRAZIONE.
Per i ragni, organismi eterotrofi, ci occuperemo di RESPIRAZIONE e ALIMENTAZIONE.

RESPIRAZIONE
La respirazione, nei ragni, non avviene come nei vertebrati.
I ragni non hanno il sangue come lo intendiamo noi. Hanno, invece, l’emolinfa.
La respirazione avviene, principalmente, in due modi, a volte distinti e a volte collegati tra loro:
·         Trachea
·         Polmoni a libro
In alcuni ragni è presente solo la trachea, in particolare in quelli di dimensioni minori. In altri solo i polmoni a libro. In altri ancora i polmoni a libro terminano nella trachea. Al posto del sangue, o, piuttosto, come sangue, i ragni hanno l’emolinfa. Attraverso l’emolinfa i ragni riforniscono di ossigeno le cellule del loro corpo.
Solo alcuni ragni non utilizzano la trachea o i polmoni a libro. Per esempio, alcuni Opilioni respirano, o, meglio, scambiano ossigeno con l’ambiente, direttamente dalla superficie del corpo.
TRACHEA
La trachea è una specie di tubicino, o da numerosi tubicini ramificati, che mette in comunicazione l’esterno al corpo del ragno. La trachea nei ragni è situata nell’opistosoma. È collegata all’esterno solitamente tramite una sola apertura, detta SPIRACOLO TRACHEALE. In ragni fossili le aperture erano due o più. Oggi quasi tutti i ragni hanno un solo spiracolo. Si può notare vicino alle filiere, nella parte posteriore ventrale dell’opistosoma.
Grazie a questa apertura l’ossigeno può irrorare l’emolinfa, o, addirittura, direttamente gli organi interni.
POLMONI A LIBRO
Nei ragni che respirano con i polmoni a libro, nell’emolinfa, è presente una proteina che, come l’emoglobina per l’uomo, trasporta l’ossigeno alle cellule. Questa proteina è detta EMOCIANINA.
I polmoni a libro sono, come dice il termine, formati da tante pagine (LAMINE) che sono collegate all’esterno mediante, comunemente, due aperture (SPIRACOLI POLMONARI). Anche queste aperture sono poste nella parte ventrale dell’opistosoma, vicino al pedicello, la zona di collegamento tra prosoma ed opistosoma. Un muscolo posto vicino allo spiracolo si attiva per far entrare aria. Per DIFFUSIONE l’ossigeno passa all’emolinfa e, da qui, a tutti gli organi e cellule del corpo del ragno.
Nei ragni in cui i polmoni a libro terminano in una trachea si possono notare sia gli spiracoli polmonari sia quello tracheale.
Ecco, in una foto non troppo a fuoco, la visione ventrale di un ragno-vespa.



Nella zona in rosso sono evidenziati i due spiracoli polmonari; nella zona in blu è evidenziato lo spiracolo tracheale.

E, anche per questo, per ora, è tutto!

NR, Nonna Rosa

venerdì 13 marzo 2020

elettricità e magnetismo - cl. 3 - introduzione


Gentilissimi, una Nonna, che conosco, mi ha chiesto di inserire appunti sull'argomento "elettricità e magnetismo". Ecco, solo per Voi, tali appunti introduttivi.

ELETTRICITA’ E MAGNETISMO

ELETTRICITA’: qualsiasi fenomeno che coinvolga le INTERAZIONI ELETTROMAGNETICHE.
L’interazione elettromagnetica è una delle 4 forze fondamentali dell’universo. Le altre forze universali sono:
·         forza gravitazionale: in buona approssimazione è data dalla Legge di Newton, che già conoscete
·         forza nucleare debole: è la forza che interviene quando decade un nucleo radioattivo. Per esempio quando l’uranio, poco per volta, diventa piombo. Il tempo in cui avviene questa “trasformazione” si misura mediante il TEMPO DI DECADIMENTO.
La legge relativa è la seguente:
N(t) = N0 e ʎt
in cui:
N(t) = è il numero di atomi radioattivi presenti in un certo istante t
N0 = è il numero di atomi radioattivi iniziali
e = lo conoscete benissimo: è il numero di Neper, ossia, circa, 2,718281…
“Ti aiuterà a ricordar la quantità e” è la frase per ricordare alcuni decimali del numero di Neper. Provate a contare il numero di lettere della frase!
ʎ = è il tempo di decadimento e dipende dal tipo di sostanza radioattiva considerata
t = è il tempo trascorso dal momento iniziale
La forza nucleare debole si percepisce su distanze molto piccole (distanze subatomiche).

·         forza nucleare forte: è la forza che “tiene attaccati” i quark. I quark sono le particelle che formano protoni e neutroni, ossia il nucleo degli atomi. È molto intensa ma agisce su brevissime distanze all’interno dei nuclei atomici
·         forza elettromagnetica: determina le proprietà chimiche degli atomi e delle molecole. Dipende dalle “particelle di luce”, i FOTONI.

Alcuni scienziati che hanno studiato l’elettricità furono:

TALETE: studiò l’elettricità statica. Dimostrò che “ogni triangolo inscritto in una semicirconferenza è un triangolo rettangolo” (Teorema di Talete)

GILBERT: studiando l’ambra, inventò il termine “elettrico”, prendendo dal nome dell’ambra in greco

FRANKLIN: famoso per il suo esperimento (mooolto pericoloso) sui fulmini. Inventò, per questo, il parafulmine

COULOMB: formulò la Legge di Coulomb. Tale legge era già stata proposta da Priestley.
Ecco la Legge di Coulomb:
F = k (c1xc2)
               r 2
F = forza di attrazione elettrica
k = costante, detta di Coulomb
c1 e c2 = carica elettrica dei due corpi
r  = distanza tra i due corpi
Questa legge dice che due cariche di segno opposto si attraggono, mentre due cariche di segno uguale si respingono.

FARADAY: scoprì che, muovendo un magnete (una calamita) attorno ad un filo elettrico si produce una corrente elettrica. Da questo principio, inventò la dinamo. Scoprì pure che le cariche elettriche si distribuiscono solo all’esterno Di un corpo conduttore e non al suo interno (GABBIA DI FARADAY)

GALVANI: studiando le rane, scoprì che i nervi conducono elettricità

VOLTA: ideò il primo generatore di elettricità, la PILA

OHM: scoprì le Leggi di Ohm.
PRIMA LEGGE DI OHM
V = R I
V = differenza di potenziale elettrico
R = resistenza elettrica
I = intensità di corrente elettrica

SECONDA LEGGE DI OHM
R = ρ   l
            A
R = resistenza elettrica
ρ = resistività elettrica
l = lunghezza del conduttore (lunghezza del filo)
A = sezione del conduttore (area della sezione del filo)

OERSTED: studiò le relazioni tra elettricità e magnetismo. Ipotizzo che fossero due aspetti della stessa forza (“elettromagnetismo”)

AMPERE: confermò matematicamente che OERSTED aveva ragione

MAXWELL: ipotizzò che luce, elettricità e magnetismo fossero aspetti del medesimo fenomeno. Formulò le 4 Equazioni di Maxwell, mediante cui furono unificati tutti gli studi sulle onde elettromagnetiche (come avrete sicuramente compreso, luce compresa).

In attesa di ulteriori appunti e approfondimenti...
NR, Nonna Restituente

articolo coronavirus

Gentilissimi e gentilissime,
ecco un interessante e attuale articolo in merito al SARS - COV 2.

coronavirus

Buona lettura!
NR

sabato 7 marzo 2020

appunti sui ragni (3)


Gentilissimi e gentilissime,
proseguiamo con gli appunti sui ragni.
Dopo la “nascita”, nel presente post ci occuperemo dell’ontogenesi, ossia della fase di crescita del singolo esemplare.
Lo sviluppo delle “larve” di ragno avviene dentro alle uova. Per questo motivo, quando i ragnetti escono dalle uova assomigliano proprio a ragni adulti. Quando i ragnetti sono piccoli sono detti SPIDERLINGS. Ovviamente non hanno capacità riproduttiva. Per questo motivo, essendo immaturi, spesso sono di difficile classificazione.
Ecco un esempio di Spiderlings di Nuctenea umbratica appena usciti dal cocoon.


Se non erro, solo i Lycosidi, i ragni-lupo, come sono comunemente chiamati, si occupano della cura dei piccoli. Addirittura la madre si porta in giro i piccoli anche quando deve andare a caccia. I piccoli lycosidi stanno abbarbicati all’opistosoma della madre. Altri si aggrappano ai peli delle zampe.
I ragni della famiglia dei Nemesiidi costruiscono tane che sembrano dei tubi. All'interno della tana, chiusa da una specie di coperchio, detta OPERCOLO, i ragnetti sono accuditi dalla madre, sembra occasionalmente anche nella forma juvenile.
Altre specie, pur non occupandosi direttamente dei piccoli, possono dar loro cibo se i piccoli fossero un po’ troppo insistenti. Tale comportamento è detto MENDICANTE. Il ragnetto stanca così tanto la madre che lei rigurgita una parte di ciò che ha mangiato o una piccola parte della preda.
A forza di cibo, i ragnetti diventano relativamente sempre più grandi. Non avendo endoscheletro, ma solo l’esoscheletro, cioè lo scheletro esterno, devono effettuare più mute. La MUTA è un cambiamento dell’esoscheletro. Prima di effettuare la muta, i ragni smettono di mangiare. Il periodo di digiuno è variabile. L’opistosoma può diventare più “cicciottello”. Alcune zone del corpo possono cambiare di colore. I peli urticanti, appena prima della muta, cadono. I ragni che costruiscono ragnatele possono “tessere” dei “tappetini di riposo”, in cui annidarsi durante la muta.
Il ragno Lasiodora parahybana usa i peli urticanti staccati. Li mette attorno al tappetino per proteggersi durante la muta.
I ragnetti si dispongono a pancia in su, supini, al momento della muta. Le zampe così possono muoversi liberamente. Prima si rompe, nella parte alta, il prosoma. Esce la testa. Poi si rompe l’opistosoma di fianco, lateralmente. Se il ragno avesse perso una zampa, durante la muta può riformare l’arto mancante. La zampa che si è riformata sarà solo più piccola delle altre.
Ovviamente il ragno giovane immaturo (forma juvenile) avrà più mute che uno adulto. Un ragno adulto può mutare una o due volte all’anno. I giovani anche una al mese. Ciò dipende dalla quantità di cibo a disposizione, dalla specie e dall’habitat. Infatti i ragni degli ambienti arboricoli, che vivono sugli alberi, oppure quelli terricoli, hanno, solitamente, più abbondanza di prede.
Ecco dei ragnetti forma juvenile della stessa specie: Nuctenea umbratica. Probabilmente conoscerete il fotografo.



Al prossimo post!
Una Nonna Ragno, NR!

martedì 3 marzo 2020

appunti sui ragni (2)


Gentilissime e gentilissimi,
proseguiamo con gli appunti sui ragni.
Dopo i primissimi appunti, proviamo a capire come nascono.
NASCITA
I ragni nascono dalle uova, come di certo saprete. Le femmine di ragno depongono le loro uova in grande numero. Solitamente le uova sono deposte in sacchetti, detti COCOON, o SACCHI OVIGERI.
Questi sacchetti sono costituiti da seta. Solo alcuni ragni della famiglia dei Folcidi, invece, depongono le loro uova nel suolo, a gruppetti.
Ogni sacco può contenere sino a migliaia di uova.
Le uova possono essere trasportate dal ragno, oppure fissate alla ragnatela. Altre volte i cocoon sono nascosti sul terreno e, successivamente, mimetizzati.
Al presente link potete osservare un ragno di Pisaura mirabilis che trasporta le sue uova:



Al link seguente potrete osservare un ragno-vespa con il cocoon attaccato alla ragnatela.



La forma e il colore del sacco ovigero variano da specie a specie.

Per ora ci fermiamo qui. Alla prossima puntata di “Nonne e Ragni”. Regia di Nonna Rosa

E, se per caso, Vi sembra di conoscere l'autore dell'ultima foto, non "assomiglia" a Lui. E' proprio Lui! Non il Ragno! Il fotografo!

P.S.: "Cocoon" è pure il titolo di un ottimo film di Ron Howard. NR
P.P.S: Per pura curiosità: avete mai letto, LETTO, il libro "It", di S.King? C'è un "cocoon" pure lì. E più non dico! Vietato "spoilerare"! NR

NR, Nonna regista, evidentemente!

domenica 1 marzo 2020

parentele tra virus ?



Gentilissimi e gentilissime,
come è possibile determinare se un virus, o un qualsiasi altro organismo, sono più o meno simili tra loro? E come è possibile determinare la “parentela” genetica tra due organismi?
Conoscete, certamente, le 4 basi azotate del DNA, ossia adenina, timina, citosina e guanina. Saprete pure che sono collegate tra loro A-T, C-G, G-C, T-A.
Saprete pure che il DNA  è una doppia catena. Se consideriamo solo una parte del DNA, possiamo ricostruire l’altra parte.
Se riuscissimo ad effettuare una “mappa” che trascriva tali basi azotate potremmo statisticamente, notare somiglianze e differenze. Ovviamente dovremo considerare la medesima parte di DNA (o RNA). Lasciamo questa parte agli scienziati che, quotidianamente, lavorano su questi aspetti. Noi proveremo solo a capire come potrebbero fare.
Facciamo un esempio. Consideriamo 4 serie di basi azotate, prese nella stessa parte di DNA di organismi simili, o, addirittura, della stessa specie. Indichiamo numerando le serie. Suddividiamo, per comodità, ogni serie in gruppi di tre basi azotate (o “codoni”), tralasciando il fatto se questi codoni siano realistici o meno.
1)      TCT ATC CGT AGT
2)      TCT ATC CGT AGG
3)      TCT ATC CGA TGG
4)      TCT ACC CAG TTG
Le 4 serie hanno il primo gruppo TCT uguale. Possiamo dire che, da questo punto di vista, esse siano simili.
La serie 4, poi, non ha altri codoni uguali a quello delle altre serie. Possiamo dire che è poco simile alle altre tre. Le altre 3 serie hanno uguale anche ATC, infatti.
La serie 2 e 1 hanno uguale anche il terzo gruppo CGT. La serie 3 ha uguale 2 basi azotate del terzo codone. La serie 3 è simile alla 1 e alla 2, ma se ne discosta un poco. Il gruppo TGG, l’ultimo codone considerato, è completamente differente dal corrispondente gruppo nelle serie 1 e 2.
La serie 1 e la 2 hanno in comune quasi tutte le basi azotate, tranne l’ultima dell’ultimo codone. Sono più simili tra loro, rispetto alle altre due serie, la 3 e la 4.
Sarà possibile costruire, così, un grafico particolare delle “parentele”, detto cladogramma.
Ne mostriamo un esempio preso da Wikipedia:

Recentemente è stata rivisitata la classificazione di alcune farfalle, proprio grazie all’analisi genetica, in modo, evidentemente, molto più complicato di quanto abbiamo proposto in questo post.
Una Nonna Ribonucleica, NR!