sabato 4 luglio 2015

coleottero bianco

Gentilissimi,
dopo mesi di assenza, per motivi di salute, la vostra nonna ritorna più in forma che prima. Almeno speriamo che la salute non mi manchi, come ogni tanto accade.
Per evitare, ancora, malori dovuti al caldo, mi sono attrezzata con un ottimo ventilatore, con granite alla melissa, acqua a volontà e abiti bianchi. In proposito Vi lascio un interessante articolo, tratto e lievemente modificato, dalla newsletter SCIENZAINRETE.
Vi si trovano articoli scientifici e notizie curiose. Penso sia possibile ancora il download di un libro sul metodo Stamina, metodo NON scientifico, di cui, mi pare, abbiamo già avuto modo di parlare.


Il bianco più bianco? È di un coleottero
Scoperte le ragioni fisiche del bianco, incredibilmente intenso e brillante, delle scaglie di rivestimento di alcune specie di coleotteri. Il Cyphochilus, un parente asiatico del comune ‘maggiolino’, ha infatti una proprietà che non passa inosservata: il corpo è rivestito da uno strato di microscopiche scaglie di un bianco estremamente intenso, al pari di un foglio di carta o di uno strato di vernice, che presentano uno spessore oltre dieci volte maggiore. Questa particolare proprietà è stata oggetto di studio da parte di un gruppo di ricercatori dell’Istituto nazionale di ottica del Consiglio nazionale delle ricerche (Ino-Cnr), del Laboratorio europeo di spettroscopia non lineare Lens, dell’Università degli studi di Firenze, e dell’Università di Cambridge, che sono riusciti a spiegare le strategie adottate per ottenere questo sorprendente risultato, delineando le prospettive per una nuova generazione di materiali e vernici più efficienti e a minor impatto ambientale. I risultati sono stati pubblicati su 'Scientific Reports'. “Il coleottero deve risolvere un duplice problema: da un lato essere leggero, per poter volare, e dall’altro apparire di un colore bianco brillante, per mimetizzarsi tra i funghi in cui vive”, spiega Matteo Burresi, ricercatore Ino-Cnr, responsabile del gruppo di ricerca. “Questo è possibile grazie alla struttura interna di queste scaglie, che è stata opportunamente ottimizzata da milioni di anni di evoluzione. Tale struttura è composta da una rete disordinata di filamenti, il cui diametro è di poche centinaia di nanometri, ovvero quasi mille volte più sottili di un capello.”. “Il risultato è ancora più sorprendente”, aggiunge Silvia Vignolini, ricercatore dell’Università di Cambridge, “se si pensa che questi coleotteri riescono a ottenere questo grado di bianchezza con un materiale, la chitina, che, in genere, non è in grado di influenzare sensibilmente la propagazione della luce. Con le attuali tecnologie non siamo in grado di produrre un materiale altrettanto bianco in uno spessore così ridotto.”. “I risultati di questa ricerca”, conclude Diederik Wiersma, professore ordinario di fisica della materia presso l'Università di Firenze, “da una parte suggeriscono interessanti strategie con cui progettare nuovi materiali per diffondere più efficacemente la luce, dall’altra dimostrano che non è necessario impiegare materiali che interagiscono fortemente con essa, come quelli attualmente impiegati, ad esempio, nell’industria delle vernici, per ottenere rivestimenti altamente coprenti.”.
Ufficio Stampa CNR
(3 settembre 2014)


mercoledì 6 maggio 2015

polimerizzazione degli zuccheri

Gentilissimi,
la nostra Nest Freemark ha inviato alcune fotografie di un esperimento sulla polimerizzazione degli zuccheri.
Si tratta di un semplice esperimento in cui si mostra come le molecole di zucchero si leghino tra loro per formare catene. Su tale meccanismo si basa, in parte, la congettura di Hoyle sull'origine della vita. Tale congettura ha avuto, recentemente, un nuovo impulso, grazie alla missione Rosetta. Se Vi interessa, su prossimi post approfondiremo la questione. Per ora osservate attentamente le fotografie proposte da Nest. In particolare le catene ad anello verso il fondo del bicchiere.
NR





domenica 19 aprile 2015

definizioni - prima parte

Gentilissimi,
la signorina, o le signorine, Dueanne, ha chiesto delucidazioni su alcuni termini che fanno riferimento, in diverso modo, al periodo della adolescenza, pubertà, sviluppo. Le definizioni che Vi proporrò non sono esaustive e approfondite. Semplicemente potrebbero essere di qualche aiuto, spero, per riordinare i Vostri appunti, oppure per meglio comprendere, nella rara eventualità che le Vostre nonne siano poco chiare, le spiegazioni in classe.
Il lessico specifico è veramente molto ampio. Ho scelto, più o meno in modo casuale, alcuni termini specifici utilizzati, non solo in ambito scientifico; il campo di indagine rischierebbe di essere non ben definito, per tale motivo Vi invito a elencare, se possibile, i termini di cui non conoscete bene la definizione o il significato. Per il presente post, dovrete accontentarVi della mia, poca, fantasia, vista la lontananza temporale con il periodo di Vostro interesse e (invidia, invidia!) vita:
OSSITOCINA: ormone che, in particolare, favorisce le contrazioni dell’utero prima del parto e stimola la secrezione del latte nella donna. Nell’uomo presenta, circa, il 30% in meno di ossitocina della donna. Il simbolo usato per l’ossitocina è OXT
ESTROGENI: principali e importanti ormoni femminili. Sono presenti, in minor quantità, anche nel maschio. Promuovono la formazione delle caratteristiche sessuali, primarie e secondarie, nelle donne. Sono coinvolti nel ciclo mestruale, in particolare l’estradiolo. Sono prodotti dai follicoli delle ovaie e dalla placenta. In piccole quantità sono prodotti pure da fegato e ghiandole surrenali. Per questo motivo sono presenti pure nell’uomo.
TESTOSTERONE: ormone, principalmente maschile, prodotto dai testicoli e, in piccole quantità, dalle ovaie. Nell’uomo provoca la formazione delle caratteristiche sessuali maschili. Nelle donne la presenza di testosterone porta alla produzione dell’estradiolo. La produzione di testosterone è variabile sia con l’età sia, in misura minore, nell’arco della giornata.
NEUROTRASMETTITORE: sostanza chimica che trasporta informazione tra i neuroni. Nei neuroni i neurotrasmettitori sono contenuti in vescicole nei pressi delle sinapsi. Escono, per esocitosi, da un neurone, per legarsi a recettori posti su un altro neurone nei pressi delle dendriti. I più noti neurotrasmettitori sono: GABA, dopamina, glutammato. Sono complessivamente oltre 50.
DOPAMINA: neurotrasmettitore e neuro-ormone. Provoca un aumento del battito cardiaco e della pressione del sangue. È noto, giornalisticamente, come ormone della soddisfazione, in quanto comportamenti personali gratificanti e motivanti (mangiare, fare sesso, leggere, ascoltare musica, ballare, vincere una gara, …)  provocano il rilascio di dopamina nel cervello e “ci si sente bene”. Sembra che la dopamina sia coinvolta pure nell’apprendimento, nella capacità di attenzione e nella memoria di lavoro.
ADOLESCENZA: periodo dello sviluppo umano compreso tra infanzia e maturità, ossia tra bambino e adulto. Si parla di adolescenza quando si affrontano tematiche di socializzazione, psicologia, relazioni, comportamenti, cultura, apprendimenti, interessi. Solitamente è preceduta da una fase iniziale (preadolescenza), mentre la conclusione del periodo adolescenziale è peculiare ai singoli individui. Per legge l’adolescenza termina a 18 anni, in Italia. Il cervello si sta riorganizzando. Inizia l’interesse per la sessualità e per la ricerca di un partner. In questo periodo si sviluppa, ma non si conclude, l’orientamento sessuale. Per quanto riguarda la socializzazione vi è la ricerca del gruppo dei pari. I comportamenti sono spesso “di ribellione”, di ricerca del rischio, in quanto, appunto, il cervello è in fase di “ristrutturazione”. Il comportamento è variabile, con la ricerca di un proprio spazio, anche fisico, in cui vivere. Le regole di convivenza sono messe in discussione e spesso non rispettate, o non comprese.
PUBERTA’: periodo di cambiamenti fisici, non solo esteriori, in cui si passa dalla condizione di “bambino” a quella di “ragazzo” o “giovane”. Si sviluppano le caratteristiche sessuali, primarie e secondarie. Dal punto di vista fisiologico è possibile far coincidere l’inizio della pubertà con il menarca, per le ragazze, e con la produzione di spermatozoi nei ragazzi.
GRANDE GRUPPO (GRUPPO DEI PARI ALLARGATO): gruppo di adolescenti e giovani, in cui viene accolta l’identità dei singoli. Il grande gruppo ha, solitamente, presente la figura del leader, o capo, riconosciuto o meno dagli altri componenti. Si tratta di una forma di socializzazione tipica in adolescenza. Per essere accettati dal grande gruppo, spesso, ci si deve sottoporre a riti e prove di iniziazione, a volte anche rischiose, per sé e per gli altri. Riveste, comunque, un ruolo importante nella formazione dell’adolescente. A volte il rischio è che, per essere accettati come persone, non si effettuano più scelte personali. Ossia, in altre parole, si entra nel grande gruppo per avere una propria identità, o per ricercarla. Per rimanere in questo gruppo, tuttavia, si rinuncia alla propria identità e alle proprie scelte personali. Il luogo di incontro è informale e pubblico, pur essendo, in qualche modo, “marchiato” dalla presenza del gruppo stesso. Il numero di persone appartenenti è anche molto ampio, sino a 40-50 persone.
PICCOLO GRUPPO (GRUPPO DEI PARI RISTRETTO): è un gruppo di adolescenti che si ritrova, in qualche modo, accomunata da differenti fattori (interessi comuni, esclusione dallo stesso gruppo, vicinanza di ideali, …). Il numero è ridotto e difficilmente supera la dozzina di persone. Le scelte sono spesso condivise e discusse. Non si sente l’esigenza di affrontare grandi rischi. Ci si ritrova in ambienti, in qualche modo, “protetti”. A volte le discussioni portano a contrasti e litigi. Quasi sempre ci si riavvicina. Il piccolo gruppo affronta anche tematiche di “presenza sociale”. Propone progetti, a volte utopistici. È un gruppo che, se rimane stabile, può portare ad amicizie che durano nel tempo, anche oltre il periodo della giovinezza.
STATU NASCENTI: è stato proposto dall’italiano Francesco Alberoni. Si tratta di un periodo di particolare importanza e rilevanza. In tale periodo un gruppo, o una coppia, si unisce per “sfidare il mondo”. È il momento, per la coppia, dell’innamoramento “assoluto”. In tale momento l’altra persona è riconosciuta come speciale e adatta ai propri desideri. Il riconoscimento deve essere reciproco. Nel caso del gruppo, lo stato nascente porta ai movimenti sociali, sia di rivolta o rivoluzione sia di sfida non violenta. In questo caso il riconoscimento non è “personale” ma fondato su ideali comuni, su sfide, anche alle istituzioni e ai governi, comuni. Il senso di appartenenza è essenziale (magliette, slogan, scelta dei vestiti, …).

In un prossimo post la seconda parte delle richieste di Dueanne. NR

giovedì 12 marzo 2015

caffeina e memoria

Gentilissimi,
Vi propongo nuovamente una lettura-studio-approfondimento. L'articolo, tratto e modificato dalla newsletter Le Scienze, mostra gli effetti della caffeina sulla memoria. Leggete l'articolo e, in seguito, provate a rispondere alle domande sotto riportate. Se pensate sia utile, potete inviare le Vostre risposte mediante commento. Se pensate sia opportuno, Vi proporrò un ulteriore post con articolo e domande relative. NR, nonna rincitrullita

N.B.: In questa occasione le domande sono solo tre. Solitamente sono proposyte da 5 a 7 domande.

memoria neuroscienze alimentazione
Gli effetti positivi della caffeina sulla memoria a lungo termine
Una dose di caffeina da 200 milligrammi, l'equivalente di circa due tazzine e mezza di caffè espresso, assunta dopo aver visualizzato su uno schermo una serie di oggetti, consente di migliorare le prestazioni in un test di riconoscimento condotto 24 ore dopo. E' questo il risultato di uno studio che dimostra, per la prima volta, un effetto specifico della sostanza sul processo di consolidamento dei ricordi (red)
Una tazza di caffè: per la prima volta uno studio ha documentato in modo rigoroso gli effetti della caffeina sul consolidamento della memoria a lungo termine (© Ocean/Corbis) 
Una dose di caffeina in pillole, dopo un test di apprendimento, è in grado di migliorare la memoria, secondo uno studio pubblicato su “Nature Neuroscience”, a firma di Daniel Borota, della Hopkins University a Baltimora, nel Maryland, e colleghi, dell'Università della California, a Irvine. Varie ricerche, sia sugli esseri umani sia sul modello animale, hanno già documentato il miglioramento delle prestazioni cognitive in seguito all'assunzione di caffeina, ma nessuno aveva ancora indagato in dettaglio l'impatto sulla memoria a lungo termine. Nonostante questa mancanza di dati precisi, tra gli studiosi finora è prevalsa la convinzione che questa sostanza non abbia effetto sulla memorizzazione a lungo termine delle informazioni. Inoltre, finora, in tutti gli esperimenti la caffeina veniva somministrata prima dei test cognitivi, rendendo indistinguibile un suo eventuale effetto sulla memoria da quello sulla vigilanza, sull'attenzione e sulla rapidità di elaborazione delle informazioni. Per verificare l'effetto della caffeina specificamente sul processo di consolidamento del ricordo d'informazioni appena acquisite, Borota e colleghi hanno ideato un test cognitivo in cui 160 volontari assumevano la caffeina solo dopo essere stati esposti a una serie di item da memorizzare. Si trattava, in sintesi, di un test di riconoscimento: i soggetti, tutti di età compresa tra 18 e 30 anni, non abituali consumatori di caffè, dovevano visualizzare su uno schermo una serie di oggetti e poi assumere 200 milligrammi di caffeina. A 24 ore di distanza, visualizzavano un'altra serie di oggetti, in parte identici a quello del giorno prima, in parte simili, in parte completamente differenti. Per ciascuno degli oggetti visualizzati, ogni volontario doveva dire se esso era identico o a uno visto il giorno prima o del tutto nuovo. Dall'analisi statistica delle risposte, è emersa una notevole differenza tra i soggetti che avevano assunto caffeina e quelli che avevano assunto il placebo: i primi dimostravano di riuscire a riconoscere con maggiore frequenza gli oggetti simili a quelli del giorno prima. Chi aveva assunto placebo, infatti, ricorreva più spesso nell'errore di riconoscere come “già visti” oggetti che in realtà erano solo simili ai precedenti. Non sono state riscontrate differenze invece nella frequenza di risposte corrette riguardanti gli oggetti ripetuti e quelli nuovi. Secondo gli autori, questi risultati portano a concludere che l'assunzione di caffeina ha avuto l'effetto di migliorare la fase di consolidamento dei ricordi delle informazioni acquisite nella prima sessione del test. A conferma del fatto che l'effetto fosse, specificamente, in questa fase, gli studiosi hanno ripetuto gli stessi test cognitivi somministrando la sostanza un'ora prima del test: in questo caso, non è emersa alcuna differenza tra i soggetti che avevano assunto caffeina e quelli che avevano preso un placebo. Ma a quali dosi si ottiene l'effetto migliore? Nella fase successiva dello studio, il test è stato effettuato anche con dosi di 100 e 400 milligrammi. Risultato: per vedere qualche effetto sulla memoria occorre assumere almeno 200 milligrammi di caffeina, mentre aumentando le dosi l'effetto aumenta di poco. Per tradurre, in pratica, il risultato dello studio, occorre tenere conto che la caffeina è contenuta in quantità variabile in cibi e bevande: in una tazzina di caffè espresso (45-60 millilitri) ce ne sono circa 80 milligrammi, in una tazza di caffè americano “percolato” o filtrato (200 millilitri circa) da 80 a 175, in una tazza di tè (180 millilitri) da 20 a 75 milligrammi, a seconda della qualità e del tempo d'infusione.
(15 gennaio 2014)

LEGGETE ATTENTAMENTE L’ARTICOLO RIPORTATO. RISPONDETE, QUINDI, ALLE DOMANDE SOTTOSTANTI.
A)    NELL’ARTICOLO SI PARLA DI CAFFEINA. SI TRATTA DI UNA SOSTANZA ECCITANTE O DEPRIMENTE? QUANTO DURA IL SUO EFFETTO?
B)    QUALI SONO LE CARATTERISTICHE DELLA MEMORIA A LUNGO TERMINE, OLTRE AL FATTO DI AVERE DURATA MAGGIORE NEL TEMPO?

C)    IN BASE A QUANTO STUDIATO IN CLASSE, PER QUALE MOTIVO SONO STATI SCELTI “SOGGETTI DI ETA’ COMPRESA TRA 18 E 30 ANNI” E NON PERSONE DI ETA’ MAGGIORE O MINORE?

sabato 7 marzo 2015

apprendimento di genere

Gentilissimi,
dopo molto tempo eccoVi un esempio di lettura e approfondimento sulle prestazioni cognitive di genere. L'articolo è stato tratto dalla newsletter Le Scienze. Sono state apportate alcune modifiche non sostanziali.
In questa occasioni Vi propongo pure alcune domande a cui dovreste saper rispondere. Se pensate sia utile, inviate pure le Vostre risposte al Vostro blog preferito (sperando sia questo!). NR, nonna rispondente

psicologia società apprendimento
Donne più brave degli uomini, se l'istruzione migliora

Maggiore istruzione e migliore qualità della vita aumentano il vantaggio delle donne nelle abilità cognitive in cui, mediamente, primeggiano sui maschi, come memoria episodica e abilità linguistiche, riducendo il distacco in quelle in cui sono, in media, sopravanzate dagli uomini, come la matematica (red)
In alcuni ambiti cognitivi, per esempio la memoria episodica, le donne riescono meglio degli uomini, come già hanno dimostrato diversi studi, mentre nell'ambito delle abilità matematiche sembrerebbe esserci una differenza di genere a favore dei maschi. Ora però, uno studio, pubblicato sui "Proceedings of the National Academy of Sciences", ha mostrato che il miglioramento delle condizioni di vita e maggiori opportunità di istruzione permettono alle donne di aumentare ancora di più il divario nelle abilità cognitive in cui già superavano i maschi e, soprattutto, di ridurre il distacco nelle prestazioni in cui avevano mediamente la peggio, come la matematica.
Tutto questo parte da lontano. In effetti, in molte nazioni, si sono registrati, nel corso del XX secolo, aumenti sostanziali nelle prestazioni cognitive, aumenti generalmente attribuiti a cambiamenti nelle condizioni di vita, come il prodotto interno lordo, le dimensioni della famiglia, la salute, e a una maggiore ricchezza di stimoli, anzitutto grazie alla diffusione dell'istruzione. Tuttavia, molte ricerche hanno continuato a indicare differenze cognitive di genere, con un vantaggio degli uomini nelle abilità visivo-spaziali e matematiche, e delle donne nella memoria episodica e in alcune prestazioni linguistiche. Nel loro studio, Daniela Weber, International Institute for Applied Systems Analysis, e colleghi hanno analizzato i dati del Survey of Health, Ageing, and Retirement in Europe, una banca dati multidisciplinare su salute, status socio-economico e relazioni sociali e familiari degli ultracinquantenni di molti paesi europei. In particolare, i ricercatori si sono concentrati sui dati relativi a 31.000 uomini e donne sopra i 50 anni di 13 paesi europei, che avevano risposto a questionari, studiati per verificare funzioni cognitive, tra cui la memoria, capacità matematiche e fluidità verbale. Nelle regioni in cui si era assistito a un miglioramento delle condizioni di vita e delle opportunità educative per le donne, queste hanno mostrato capacità mnemoniche superiori agli uomini, mentre il vantaggio degli uomini nelle abilità matematiche è diminuito; nell'ambito della fluidità verbale si sono invece osservate capacità equivalenti. In altri termini, le donne si avvantaggiano dei miglioramenti sociali più degli uomini. Dal punto di vista scientifico, scrivono gli autori, “i nostri risultati dimostrano che c'è uno specifico modello di genere delle prestazioni cognitive e che, in società con una maggiore equità di genere, dovremmo aspettarci che le donne abbiano una relativa prevalenza in alcune funzioni cognitive e gli uomini in altre.”. Ma la ricerca ha anche importanti implicazioni politiche, dato che mostra che, per quanto entrambi i sessi abbiano prestazioni cognitive peggiori nelle regioni con un prodotto interno lordo più basso, maggiore mortalità, famiglie più grandi e livelli di istruzione più bassi, le donne risentono in misura maggiore di questi svantaggi sociali. La questione, quindi, non riguarda solo l'ambito scientifico, ma anche quello di un'effettiva parità dei diritti.
(29 luglio 2014)

DOPO AVER LETTO L’ARTICOLO PRECEDENTE RISPONDI, ANCHE CON TUE PAROLE, ALLE SEGUENTI DOMANDE:
a)      A TUO AVVISO, COME MAI ESISTE UNA CORRELAZIONE TRA APPRENDIMENTO E SOCIETA’?
b)     NELL’ARTICOLO SI PARLA DI MEMORIA EPISODICA. COSA SI INTENDE CON “MEMORIA EPISODICA”?
c)      COME MAI LE RELAZIONI SOCIALI INFLUISCONO SULL’APPRENDIMENTO? SPIEGA CON TUE PAROLE. SE PENSI SIA UTILE PUOI SERVIRTI DI UN ESEMPIO
d)     “C’E’ UNO SPECIFICO MODELLO DI GENERE DELLE PRESTAZIONI COGNITIVE”. IN BASE A QUANTO STUDIATO IN CLASSE, QUALE TIPOLOGIA DI MAPPA CONCETTUALE DOVREBBE ESSERE STATISTICAMENTE PREFERITA DALLE RAGAZZE? PER QUALE MOTIVO?
e)      IN BASE ALL’ARTICOLO, COME MAI A 50 ANNI LA FLUIDITA’ LINGUISTICA E’ SOSTANZIALMENTE PARI TRA UOMINI E DONNE?

f)      PER QUALE MOTIVO UNA FAMIGLIA PIU’ NUMEROSA OSTACOLA, IN QUALCHE MODO, IN ALCUNE SOCIETA’, LE CAPACITA’ MATEMATICHE DELLE DONNE? SPIEGA ANCHE CON TUE PAROLE

lunedì 2 febbraio 2015

Esperimenti su steroidi

Gentilissimi,
Ka, noto potere energizzante, ha chiesto informazioni sugli effetti degli steroidi. Sono molte le tesi di laurea che, in questi periodi, si stanno occupando di tali effetti. Ve ne lascio una sola. La tesi è veramente interessante, sebbene, forse, un poco difficile per alunni di scuola media.

 tesi sugli steroidi

NR, nonna in ritardo, come sempre!

Biancaneve e gli allucinogeni

Gentilissimi,
ecco un gradito ritorno: Biancaneve. Ha chiesto uno o più link sugli effetti delle sostanze allucinogene.

EccoLa accontentata:

allucinogeni 1

allucinogeni 2

allucinogeni 3

allucinogeni 4

Ovviamente, spero!, si tratta di una ricerca, oppure di una relazione scientifica. VERO? Biancaneve è una principessa NON tossicodipendente. NR, nonna Regina! (Magari!)