Gentilissimi,
per una corretta capacità critica nell'acquisto di alimenti e, quindi, per una corretta alimentazione, la comunità europea, già da tempo propone manuali, opuscoli informativi, progetti e, naturalmente, leggi sulle etichette e sulla corretta etichettazione. EccoVi un primo link di approfondimento sul tema. Buona lettura!
etichette comunità europea
NR
lunedì 28 gennaio 2013
domenica 27 gennaio 2013
congettura di Hoyle - parte due
Continuiamo con la semplificazione della congettura di Hoyle.
Hoyle analizzò meteoriti e comete, come se fossero bus, o mezzi di trasporto, per le molecole organiche. Ecco una immagine didascalica di una cometa:
In particolare furono studiate alcune tipologie di meteoriti: le condriti, o meteoriti condritiche. Ecco una immagine di meteorite con condriti:
Le piccole sferette che si notano come puntini più chiari sono le condrule. Ecco un'altra immagine, a maggior ingrandimento, di queste condrule:
Hoyle analizzò meteoriti e comete, come se fossero bus, o mezzi di trasporto, per le molecole organiche. Ecco una immagine didascalica di una cometa:
In particolare furono studiate alcune tipologie di meteoriti: le condriti, o meteoriti condritiche. Ecco una immagine di meteorite con condriti:
Le piccole sferette che si notano come puntini più chiari sono le condrule. Ecco un'altra immagine, a maggior ingrandimento, di queste condrule:
Per approfondimenti, ecco il link alla voce condriti di Wikipedia:
Anche per oggi è tutto. Alla prossima dalla nonna com'età? Avanzata! NR
sabato 26 gennaio 2013
congettura di Hoyle
Gentilissimi, continuiamo la nostra semplificata discussione sulle varie ipotesi sull'origine della vita sulla Terra.
Oggi affronteremo, in sintesi, la congettura di Hoyle. Anche in questo caso lo scienziato fu aiutato da un collega: Wickramasinghe
Innanzitutto, per "congettura" si intende una teoria non accettata dalla maggior parte della comunità scientifica. Questo vuol dire che tela teoria non è significativamente accreditata presso gli scienziati. Vediamo, come primo aspetto, il punto di partenza di Hoyle. Se Miller e Urey partirono dalle condizioni primordiali della Terra (oceani, atmosfera, fonti di energia), Hoyle parte dall'esterno della Terra, dallo spazio.
Hoyle, oltre ad essere stato un ottimo, a mio avviso, divulgatore e scrittore è stato astrofisico di rilievo. Ecco la relativa voce di Wikipedia:
Hoyle
Ad un futuro post ulteriori delucidazioni. NR
giovedì 24 gennaio 2013
sinestesia
Ecco un buon argomento per collegamenti tra varie discipline, ovviamente in preparazione per l'esame, o colloquio orale, di terza media. Se pensate possa servirVi, inviate commenti. Quando possibile metterò link di approfondimento relativi. Per ora un articolo da Le Scienze, come sempre modificato lievemente:
evoluzione neuroscienze
Il vantaggio di
"vedere" i suoni e "sentire" i colori
Le "bizzarre" connessioni tra aree
cerebrali, che caratterizzano chi sperimenta spontaneamente il fenomeno della
sinestesia, porterebbero a un potenziamento delle capacità di memoria e del
pensiero creativo. Questo spiegherebbe come mai il fenomeno, che ha una
componente ereditaria, possa essere sopravvissuto alle pressioni evolutive. (red)
La
sinestesia è un'esperienza percettiva in cui gli stimoli di un certo tipo
evocano sensazioni di un tipo differente: per esempio, "vedere" un
suono o "sentire" un colore. Il fenomeno può verificarsi in risposta
a farmaci, deprivazione sensoriale o danni cerebrali, ma, nel quattro per cento
circa della popolazione, si presenta in modo spontaneo, involontario,
automatico e stabile nel tempo. In questo caso, la sinestesia è legata a una
maggiore comunicazione tra le regioni sensoriali ed è stato dimostrato che ha
una componente genetica ereditaria. Questa
circostanza ha portato a chiedersi se la sinestesia sia un sottoprodotto di
qualche altro tratto utile, selezionato per tutt'altre ragioni, o se abbia
conferito, di per sé, qualche vantaggio selettivo che ne spieghi perché si è
conservata nella popolazione. In un articolo,
pubblicato su "PLoS Biology", David Brang e Vilayanur
S. Ramachandran, dell'Università della California, a
San Diego, sostengono la seconda ipotesi: la sinestesia sarebbe associata a
diversi vantaggi legati ai processi cognitivi, vantaggi che sarebbero alla base
della sua sopravvivenza alle pressioni evolutive. Ramachandran
e Brang ricordano, per esempio, due casi estremi in cui un soggetto aveva
sfruttato la sua sinestesia per memorizzare 22.514 cifre del pi greco, mentre
un altro poteva vantare una memoria prodigiosa, basata in gran parte
sull'utilizzo di associazioni sinestetiche evocate dagli oggetti da
memorizzare. Inoltre i due studiosi sottolineano che, in varie prove
sperimentali, chi "soffre" di sinestesia dimostra una capacità
mnemonica migliore rispetto ai soggetti di controllo, in particolare nei campi
in cui vi è un collegamento con le loro esperienze sinestetiche.
Ramachandran osserva
anche che la sinestesia appare sette volte più comune in artisti,
poeti e scrittori che nel resto della popolazione. Ciò suggerisce, come
si legge nell'articolo, che "se il gene, o i geni mutanti sono stati
espressi in modo diffuso in tutto il cervello (e non solo nelle regioni dei
colori e dei numeri), poiché concetti e idee sono anch'essi rappresentati in
differenti regioni cerebrali, allora un cervello dotato di 'connessioni
intrecciate' avrebbe una maggiore propensione a mettere in relazione fra loro
idee non correlate. Questa 'agenda nascosta' del gene della sinestesia, che
rende alcuni singoli individui più creativi", proseguono Ramachandran e
Brang, "può spiegare perché la sinestesia sia sopravvissuta: in questi
soggetti non aumentano solo le capacità mnemoniche, ma anche il pensiero
creativo.".
(22 novembre 2011)
Interessante, non credete? Una nonna dal gusto "appuntito", come un "vino rotondo".
mercoledì 23 gennaio 2013
ancora neuroni mirror
Gentilissimi, dalla frequenza dei post, potrete notare che la nonna è molto impegnata: tombolate, gara di bocce, torneo di scala 40, eliminatorie di subbuteo. Prima o poi Ve ne parlerò più in dettaglio.
Per ora leggeteVi questo articolo, tratto e modificato dalla newsletter di Le Scienze:
Per ora leggeteVi questo articolo, tratto e modificato dalla newsletter di Le Scienze:
neuroscienze comportamento
Il valore soggettivo secondo i
neuroni specchio
Quando si osserva un'azione su un oggetto, per esempio una persona che
afferra una mela, la risposta dei neuroni specchio è proporzionale al valore
che si attribuisce all'oggetto stesso. La scoperta è stata fatta grazie ad
esperimenti su macachi e potrebbe aiutare a spiegare in che modo questa classe
di neuroni, che si attiva sia quando si compie un movimento sia quando si osserva
compiere lo stesso atto da parte di altri, contribuisca alla comprensione
delle intenzioni altrui (red)
Quando osserviamo un'azione su un oggetto,
per esempio una persona che afferra una mela, il livello della risposta
dei nostri neuroni specchio è correlato al valore che attribuiamo all'oggetto
stesso. Il fatto che in questo processo vi sia un coinvolgimento
del giudizio soggettivo dell'osservatore può contribuire a spiegare
in che modo questo particolare tipo di cellule nervose ci aiuti a
comprendere le azioni degli altri. E’ la conclusione di uno studio, condotto da
ricercatori dell'Università di Parma, dell'Istituto italiano di tecnologia e
dell'Università di Tübingen, tra i quali gli italiani Vittorio Caggiano,
Leonardo Fogassi, Giacomo Rizzolatti, Antonino Casile, descritto in un articolo pubblicato sui
“Proceedings of the National Academy of Science”. I neuroni specchio sono
una classe di neuroni originariamente scoperti nella corteccia premotoria e, in
seguito, identificati anche nel lobo parietale inferiore del macaco. La loro
proprietà caratteristica è l'attivazione sia durante l'esecuzione di un atto
motorio sia quando si osserva qualcun altro compiere quello stesso tipo di
gesto. Questa peculiarità ha fatto ritenere che i neuroni specchio possano
essere coinvolti nella comprensione degli obiettivi delle azioni degli altri,
tuttavia non è ancora chiaro in che modo si realizzerebbe questo collegamento. Si potrebbe infatti supporre che la
risposta dei neuroni specchio dipenda esclusivamente dall'atto motorio
osservato. Recentemente, però, il gruppo di ricerca autore di questo
studio aveva dimostrato che la risposta di un sottoinsieme dei neuroni
specchio era correlata alla distanza fra osservatore e autore dell’azione, una
scoperta che ha indotto i ricercatori a supporre che questa differenza potesse
dipendere dalla capacità o meno dell'osservatore di agire sull’oggetto o
di interferire con l’azione. Questa relazione, inoltre, ha portato i
ricercatori a ipotizzare che questo sottogruppo di neuroni specchio possa
contribuire a stabilire un collegamento fra l’interpretazione dell’azione e la
selezione di una risposta appropriata. Quest'ultima operazione, però, presuppone
che l'osservatore stabilisca un valore per l'oggetto su cui
viene esercitata l’azione. Ma prima dello studio, appena pubblicato
sui "Proceedings of the National Academy of Science” da Caggiano e
colleghi, nessuno aveva cercato di stabilire se il valore soggettivo
dell'oggetto coinvolto potesse influenzare l'intensità delle risposte dei
neuroni specchio durante un'azione osservata. I ricercatori hanno condotto tre
esperimenti su macachi, i cui risultati hanno permesso di dare una risposta
affermativa al quesito. Nel primo hanno confrontato la risposta dei neuroni
specchio quando le scimmie osservavano un ricercatore che afferrava alimenti e
oggetti. Nel secondo esperimento il confronto è avvenuto fra oggetti associati
e non associati a una successiva ricompensa. Il terzo esperimento, infine, ha
controllato se vi fosse una modulazione dell’attività dei neuroni specchio
quando l’oggetto coinvolto aveva un particolare valore di ricompensa per la
scimmia. "Il valore soggettivo assegnato all'oggetto”, scrivono gli autori;
“è un elemento che contribuisce alla comprensione delle intenzioni altrui. I
dati, che mostrano un’influenza del valore soggettivo, potrebbero fornire una
possibile spiegazione sul modo in cui il sistema dei neuroni specchio della scimmia
possa contribuire alla lettura dell’intenzione di chi osserva.".
(05 luglio 2012)
NR
venerdì 18 gennaio 2013
cos'è la vita?
Non male, come titolo, non pensate?
Davvero difficile è rispondere ad una domanda come questa. Proviamo a semplificare la questione. Potremmo rispondere parzialmente se conoscessimo le basi della vita. Potremmo rispondere, sempre parzialmente, se conoscessimo la struttura fondamentale che caratterizza gli esseri viventi.
Sempre semplificando possiamo dire che una tra le caratteristiche fondamentali degli organismi viventi possa essere: "Gli organismi viventi sono, in qualche modo, formati da cellule". Con una ulteriore generalizzazione potremmo dire: "Tutti gli organismi viventi sono formati da cellule". Oppure: "La cellula è l'unità fondamentale dei viventi". Abbiamo di nuovo semplificato e ridotto la questione. Queste continue ripetizioni servono solo per dire che la domanda del titolo è molto complessa.
Come si possono essere formate le cellule? Ecco una domanda, forse, migliore.
Presenteremo, in breve, ovviamente semplificandone i termini, ed esponendo in maniera, speriamo, comprensibile, seppure non eccessivamente rigorosa, le tre teorie che, attualmente, ricorrono con maggior frequenza nelle scienze. Sappiate che altre ipotesi e teorie propongono idee differenti per provare a spiegare come si possano essere formate le prime cellule.
Potremmo dare un nome, solo indicativo, a queste tre ipotesi:
1) Esperimento di Miller
2) congettura di Hoyle
3) Ipotesi inorganica
1) Esperimento di Miller: a dire il vero Miller fu aiutato da suo nonno. Ops! Da un suo insegnante: Urey. Per questo motivo l'esperimento è noto con entrambi i nomi: Miller-Urey. La teoria sottostante, o, detto in altri termini, l'ipotesi che tale esperimento voleva verificare, si deve ad altri due scienziati: Haldane e Oparin. L'idea di fondo era che i particolari composti chimici e le particolari fonti di energia, presenti sulla Terra prima dell'origine della vita, avessero posto le condizioni per "avviare" la vita stessa. Poiché non c'erano organismi viventi, i composti presenti dovevano essere quelli che si pensava fossero presenti nell'atmosfera di allora: azoto, anidride carbonica, metano, forse ammoniaca, sicuramente acqua, sia come vapore sia allo stato liquido, forse ozono. Doveva essere presente un oceano d'acqua liquida. Le principali fonti di energia ipotizzate furono: energia termica (dovuta al calore del sole), energia geotermica (vulcani), energia elettrica (fulmini). Partendo da questi presupposti, in laboratorio Miller e Urey cercarono di riproporre queste condizioni ambientali. Utilizzarono provette con acqua e gas, sottoposte a riscaldamento e scariche elettriche, per simulare sole, vulcani e fulmini. All'inizio dell'esperimento l'acqua della provetta era trasparente. Dopo circa una settimana, la parte superficiale dell'acqua era torbida. Miller ed Urey prelevarono campioni della parte torbida e li analizzarono. Scoprirono che si erano formate molecole e composti organici, alla base del funzionamento delle cellule. Tra questi composti alcuni aminoacidi, ossia i "mattoncini" di base delle proteine. Se cercate su wikipedia troverete l'elenco delle sostanze formatesi in questo esperimento. Ecco il relativo link:
http://it.wikipedia.org/wiki/Esperimento_di_Miller-Urey
Al seguente link potrete trovare un video esplicativo dell'esperimento:
http://www.youtube.com/watch?v=m9Z0hoxNuos
Un saluto! Nonna Rosa (tuttora considerata organismo vivente!)
Davvero difficile è rispondere ad una domanda come questa. Proviamo a semplificare la questione. Potremmo rispondere parzialmente se conoscessimo le basi della vita. Potremmo rispondere, sempre parzialmente, se conoscessimo la struttura fondamentale che caratterizza gli esseri viventi.
Sempre semplificando possiamo dire che una tra le caratteristiche fondamentali degli organismi viventi possa essere: "Gli organismi viventi sono, in qualche modo, formati da cellule". Con una ulteriore generalizzazione potremmo dire: "Tutti gli organismi viventi sono formati da cellule". Oppure: "La cellula è l'unità fondamentale dei viventi". Abbiamo di nuovo semplificato e ridotto la questione. Queste continue ripetizioni servono solo per dire che la domanda del titolo è molto complessa.
Come si possono essere formate le cellule? Ecco una domanda, forse, migliore.
Presenteremo, in breve, ovviamente semplificandone i termini, ed esponendo in maniera, speriamo, comprensibile, seppure non eccessivamente rigorosa, le tre teorie che, attualmente, ricorrono con maggior frequenza nelle scienze. Sappiate che altre ipotesi e teorie propongono idee differenti per provare a spiegare come si possano essere formate le prime cellule.
Potremmo dare un nome, solo indicativo, a queste tre ipotesi:
1) Esperimento di Miller
2) congettura di Hoyle
3) Ipotesi inorganica
1) Esperimento di Miller: a dire il vero Miller fu aiutato da suo nonno. Ops! Da un suo insegnante: Urey. Per questo motivo l'esperimento è noto con entrambi i nomi: Miller-Urey. La teoria sottostante, o, detto in altri termini, l'ipotesi che tale esperimento voleva verificare, si deve ad altri due scienziati: Haldane e Oparin. L'idea di fondo era che i particolari composti chimici e le particolari fonti di energia, presenti sulla Terra prima dell'origine della vita, avessero posto le condizioni per "avviare" la vita stessa. Poiché non c'erano organismi viventi, i composti presenti dovevano essere quelli che si pensava fossero presenti nell'atmosfera di allora: azoto, anidride carbonica, metano, forse ammoniaca, sicuramente acqua, sia come vapore sia allo stato liquido, forse ozono. Doveva essere presente un oceano d'acqua liquida. Le principali fonti di energia ipotizzate furono: energia termica (dovuta al calore del sole), energia geotermica (vulcani), energia elettrica (fulmini). Partendo da questi presupposti, in laboratorio Miller e Urey cercarono di riproporre queste condizioni ambientali. Utilizzarono provette con acqua e gas, sottoposte a riscaldamento e scariche elettriche, per simulare sole, vulcani e fulmini. All'inizio dell'esperimento l'acqua della provetta era trasparente. Dopo circa una settimana, la parte superficiale dell'acqua era torbida. Miller ed Urey prelevarono campioni della parte torbida e li analizzarono. Scoprirono che si erano formate molecole e composti organici, alla base del funzionamento delle cellule. Tra questi composti alcuni aminoacidi, ossia i "mattoncini" di base delle proteine. Se cercate su wikipedia troverete l'elenco delle sostanze formatesi in questo esperimento. Ecco il relativo link:
http://it.wikipedia.org/wiki/Esperimento_di_Miller-Urey
Al seguente link potrete trovare un video esplicativo dell'esperimento:
http://www.youtube.com/watch?v=m9Z0hoxNuos
Un saluto! Nonna Rosa (tuttora considerata organismo vivente!)
mercoledì 16 gennaio 2013
dopo il riposo forzato
Gentilissimi, riprendiamo il nostro piccolo blog con una serie di domande eventuali per una verifica sullo scheletro. Come già detto in precedenza, si tratta di una selezione, incompleta e da considerare con le dovute cautele. Approfondite pure l'argomento. Se pensate sia necessario, chiedete pure, mediante commenti. Se pensate sia utile, metterò link in un futuro post. Per ora una serie di domande. Dopo lo studio provate ad inviare, ovviamente senza utilizzo di libro e "aiutini", le risposte alle domande presentate. Riceverete, sempre in commento, una proposta di valutazione, magari con indicazioni per migliorare la risposta. Ecco le domande:
1)
QUALI SONO LE FUNZIONI DELLO SCHELETRO?
2)
COME SI POSSONO CLASSIFICARE LE OSSA IN BASE
ALLA LORO FORMA?
3)
DA QUALI MINERALI, PREVALENTEMENTE, SONO
COSTITUITE LE OSSA?
4)
QUALE E’ LA STRUTTURA DELLE OSSA LUNGHE?
5)
FAI UN ESEMPIO DI OSSO LUNGO
6)
FAI UN ESEMPIO DI OSSO PIATTO
7)
FAI UN ESEMPIO DI OSSO CORTO O BREVE
8)
COS’E’ IL PERIOSTIO?
9)
COSA SI INTENDE CON “OSSO COMPATTO”?
10)
COSA SI INTENDE CON “OSSO SPUGNOSO”?
11)
COSA SONO GLI OSTEONI?
12)
COME SONO DETTE LE CELLULE STAMINALI CHE SI
SPECIALIZZERANNO IN GLOBULI E PIASTRINE?
13)
DESCRIVI IL MIDOLLO GIALLO
14)
DESCRIVI LE OSSA DELLA TESTA
15)
COSA SONO LE SUTURE?
16)
COSA SI INTENDE CON “FONTANELLA”?
17)
COME SONO FATTE LE VERTEBRE?
18)
COME E’ POSSIBILE SUDDIVIDERE LA COLONNA
VERTEBRALE?
19)
COS’E’ L’ATLANTE, COME OSSO?
20)
COS’E’ IL COCCIGE?
21)
QUALI SONO LE POSTURE SCORRETTE DELLA COLONNA VERTEBRALE?
22)
DESCRIVI LA GABBIA TORACICA
23)
QUALI SONO LE OSSA DEL BRACCIO E DELLA MANO?
24)
COSA SI INTENDE CON TUNNEL METACARPALE?
25)
QUALI SONO LE OSSA DELLA GAMBA E DEL PIEDE?
26)
COSA SI INTENDE CON POLLICE OPPONIBILE?
27)
QUALI SONO I DIVERSI TIPI DI ARTICOLAZIONI?
28)
COSA SI INTENDE CON LIQUIDO SINOVIALE?
29)
COSA SONO I MENISCHI?
30)
A COSA SERVE LA CARTILAGINE?
31)
COSA SI INTENDE CON FRATTURA?
32)
COS’E’ LA LUSSAZIONE?
33)
COS’E’ L’ARTROSI?
34)
COS’E’ L’ARTRITE?
35)
COME E’ POSSIBILE PREVENIRE, IN QUALCHE MODO,
POSSIBILI TRAUMI OSSEI A SCUOLA?
36)
COSA SI INTENDE CON ERNIA AL DISCO?
37)
COS’E’ L’OSTEOPOROSI?
38)
SECONDO ALCUNI STUDIOSI, QUANTE SONO LE OSSA SU
CUI POGGIA IL CORPO UMANO?
39)
COSA SONO GLI OSTEOBLASTI? E GLI OSTEOCLASTI?
Una nonna non ancora "osteoporotica". NR
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