mercoledì 13 marzo 2013

farfalle della pianura padana

Gentilissimi, in seguito alle molte richieste di libri sugli animali, iniziamo dalle farfalle. Nel seguente link potrete trovare informazioni sulla farfalle della pianura. Ho scelto la pianura padana in quanto è la pianura italiana maggiormente estesa. A me è sembrato interessante. Sicuramente non è completo, tuttavia son rappresentate le farfalle che si incontrano con maggior frequenza.
Visto l'avvicinarsi della bella stagione, provate anche Voi a realizzare un "catalogo fotografico delle farfalle" che incontrate. Forse non sarà pubblicato; rimarrà comunque un souvenir di "una estate incantata", come avrebbe detto uno scrittore famoso ("famoso"?).

farfalle padane

?na nonna Butterfly (o Butterfree, per gli amanti dei Pokemon!).

martedì 12 marzo 2013

un esempio di relazione scientifica - un animale (prima parte)

Gentilissimi, il Vostro blog scientifico ha lettori molto timidi. Inoltre poco pazienti, se ciò mi è permesso. Vi lascio un esempio, tratto dall'archivio della Vostra nonna, che, ovviamente, non deve, ripeto NON DEVE, essere ripreso, copiato, scaricato senza consenso e permesso della nonna.
Al contrario, prendete spunto. Con fatica, pazienza e lavoro metodico, potrete completare una buona relazione anche Voi! Vi ricordo che, come tempi, servono non meno di 4-5 ore di lavoro.
Come partire?
1) Ricercate, se possibile su enciclopedie, riviste, libri, il materiale relativo all'animale scelto.
2) Prendete spunto dalla presente relazione. Seguitene i "titoletti". Evitate di inserirli come paragrafi nella relazione. Servono solo per la stesura del testo e della relazione stessa. Solo alcuni devono essere "obbligatoriamente" indicati. Ve li segnalerò in grassetto.
3) Non inventate nulla. Se serve, per completare la relazione, in particolare per le immagini e la classificazione, usate pure siti Internet. Nelle parentesi alcuni commenti.

AUTORE: Nonna R.                  (il Vostro cognome e l'iniziale del Vostro nome)
ANNO: (1342 a. C.)                 (l'anno deve essere indicato tra tonde. Non serve la data. Siate più recenti!)
TITOLO: IL PIEDE DI PELLICANO APORRHAIS PESPELECANI L.
 (il titolo, per animali ed organismi viventi, di solito, è "nome comune-nome scientifico")
INTRODUZIONE: In Scienze, con gli alunni di una classe prima della scuola secondaria di primo grado abbiamo studiato gli organismi viventi. Non potendo, per evidenti motivi, studiare ogni singola forma di vita, ho proposto a ciascun ragazzo di effettuare una relazione scientifica su un animale a scelta. Poiché già alcuni anni or sono, sempre in una classe prima, avevo proposto uno studio sul piede di pellicano, finalizzata, allora, a comprendere le fasi di realizzazione di una relazione scientifica, ho ritenuto opportuno attualizzarla, al fine di poter comprendere sia come l’utilizzo di mezzi informatici possa agevolare lo studio delle scienze sia come si siano evolute le conoscenze sull’Aporrhais pespelecani L.
(evidentemente le motivazioni che, anni, molti anni, or sono mi hanno portato a svolgere questa relazione non sono le Vostre motivazioni)
SUMMARY: As a teacher I suggested to each student a scientific report on an animal of your choice. I remade the report on Aporrhais pespelecani to know how the use of  ICT can facilitate the study of science and what are the most recent knowledge on pelican’s foot.
(scusate l'inglese, forse un poco maccheronico. Non è sicuramente la mia prima lingua. Non usate traduttori da Internet. Piuttosto fate da soli, magari con l'ausilio di un buon vocabolario e di una professoressa di Inglese, buona e disponibile ad aiutarVi. Usate frasi brevi. Controllate la punteggiatura ed evitate subordinate e coordinate superflue)

Per oggi penso possa bastare. Al prossimo post sull'argomento

effetto Doppler

Gentilissimi, ecco il primo link relativo alla ipotesi del big bang. Contrariamente a ciò che potreste credere non si tratta di "Big bang".

effetto Doppler

Nooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooonna Rosa

domenica 10 marzo 2013

le orme di Laetoli

Gentilissimi 2 A e 3 A, la rivista Le Scienze ha messo a disposizione, per un periodo limitato di tempo, in formato pdf, un articolo sulle orme di Laetoli. Non appena potete, scaricatene una (e una sola) copia. Leggetelo: è veramente molto interessante. Ecco il link di riferimento:

Orme di Laetoli

NR

sms e fumo

Gentilissimi, è possibile smettere di fumare ricevendo messaggini telefonici? Ecco, modificato solo lievemente, un articolo tratto dalla newsletter Le Scienze in cui si parla di questa possibilità. NR


dipendenze tecnologia comportamento politiche sanitarie
Centro Cochrane: Sms per smettere di fumare
Comunicato stampa - Secondo i risultati di una nuova revisione Cochrane, i messaggi di testo e video tramite cellulare possono essere utili per smettere di fumare. Gli autori della revisione hanno infatti trovato che le persone che ricevevano messaggi motivazionali e consigli sul cellulare avevano più probabilità di stare lontano dalle sigarette in un periodo di sei mesi. 
I messaggi di testo, i comuni sms, vengono già utilizzati dai servizi sanitari di alcuni Paesi per inviare promemoria di appuntamenti e incoraggiare le persone ad aderire a programmi di trattamento. I telefoni cellulari possono offrire una soluzione a basso costo per fornire un servizio di disassuefazione dal fumo. Tuttavia, questo approccio non era stato studiato a fondo finora: una precedente revisione sistematica Cochrane, pubblicata nel 2009, aveva individuato solo due studi che valutavano programmi per smettere di fumare attraverso messaggi per cellulare e non avevano rilevato un miglioramento a lungo termine dei tassi di abbandono del fumo. Questa nuova revisione integra i dati precedenti con altri tre studi e arriva a conclusioni differenti. In totale, i ricercatori hanno analizzato i risultati di cinque studi su oltre 9.000 persone che cercavano di smettere di fumare. Le persone coinvolte negli studi nel gruppo di intervento ricevevano, più volte al giorno, messaggi motivazionali e consigli per smettere di fumare. Alcuni studi prevedevano anche interventi interattivi, per esempio la partecipazione a votazioni/sondaggi, e l’invio di messaggi su richiesta per sconfiggere il desiderio impellente di fumare. In uno studio, ai partecipanti sono stati inviati collegamenti a brevi video che rappresentavano strategie da mettere in atto per smettere di fumare. I soggetti nei gruppi di controllo ricevevano messaggi di testo meno frequentemente, oppure ricevevano informazioni on-line o di supporto per telefono. Pur con alcune differenze tra i risultati degli studi, i più recenti hanno dimostrato, a distanza di sei mesi, grandi miglioramenti nei tassi di abbandono del fumo. Nel complesso, i ricercatori hanno stimato che questi programmi via sms potrebbero quasi raddoppiare la probabilità di smettere di fumare, passando dal 4-5% nei gruppi di controllo al 6-10% nei gruppi di intervento. "I programmi che utilizzano la telefonia mobile sembrano essere una utile opzione da offrire a coloro che vogliono smettere di fumare", commenta Robyn Whittaker, del National Institute for Health Innovation,  presso l'Università di Auckland, in Nuova Zelanda. "I dati dello studio più grande considerato nella nostra revisione, che ha coinvolto 5.800 persone nel Regno Unito, possono considerarsi definitivi. Per lo meno dimostrano l'efficacia di questo tipo di intervento in un paese sviluppato e con una buona politica di controllo dell’uso del tabacco. Certo non si può affermare che tutti i messaggi di testo siano efficaci in qualsiasi contesto.". Al momento non esiste valutazione relativa al rapporto costo-efficacia dei servizi di disassuefazione dal fumo forniti via sms, anche se sono, probabilmente, più economici di altri interventi. "Se, come sembra dalla nostra revisione, siamo in grado di aiutare più persone a smettere di fumare, a costi inferiori rispetto ad altri interventi di sostegno telefonico”, sostiene Whittaker, autore della revisione, “si può affermare che l’uso della telefonia mobile sia costo-efficace.". Attualmente sono in corso altri sette studi a lungo termine che forniranno ulteriori prove sull’argomento. Nessuno di questi studi valuta specificatamente gli smartphone: gli autori di questa revisione incoraggiano i ricercatori ad orientare la prossima ricerca su queste nuove tecnologie, attualmente molto diffuse e dalle potenzialità molto maggiori.
(14 novembre 2012)

sabato 9 marzo 2013

memoria nei neonati

Gentilissimi 3 A, ecco un ulteriore approfondimento, tratto e modificato dalla newsletter Le Scienze, relativo alla memoria.


memoria linguaggio neuroscienze
Il cervello si attiva alla nascita per ricordare le parole  
L’ascolto di parole o sillabe già udite mobilita l’attivazione di specifiche aree cerebrali frontali. I neonati, però, riconoscono e memorizzano le parole basandosi in primo luogo sulle vocali, mentre le consonanti, all’inizio, vengono ignorate (red)
Già alla nascita, nel cervello del neonato sono attivi sistemi fondamentali della memoria uditiva, che coinvolgono anche le aree frontali, mettendolo in grado di memorizzare, per alcuni minuti, informazioni specificamente relative al parlato. A dimostrarlo  stata una ricerca,  condotta presso il Laboratorio di linguaggio, cognizione e sviluppo della SISSA, di Trieste, diretto da Jacques Mehler, e descritta in un articolo, a prima firma  Silvia Benavides-Varela, pubblicato sui “Proceedings of the National Accademy of Sciences”. I ricercatori hanno monitorato, con la metodologia della topografia ottica, l’attività cerebrale di 44 neonati, due minuti dopo che i bambini avevano ascoltato delle parole (in realtà, sequenze di sillabe senza senso, ma con una struttura simile alle parole). La topografia ottica è una tecnica di visualizzazione non invasiva dell’attività cerebrale, basata  sulla spettroscopia fNIRS (functional near-infrared spectroscopy) in cui l’attività cerebrale è misurata sulla base della risposta emodinamica all’attività cerebrale, rilevata attraverso le variazioni nell’infrarosso vicino, rispetto al quale tessuti cerebrali e ossa sono parzialmente trasparenti.

                    Le aree cerebrali monitorate nello studio (Cortes. Silvia Benavides-Varela et al./ PNAS) 

Nella prima parte dell’esperimento ai neonati veniva fatta ascoltare una serie di parole che facevano da riferimento, rispetto a una seconda serie di vocaboli, che potevano essere foneticamente simili o dissimili, fatti ascoltare in un secondo momento. Durante la seconda fase dell’esperimento, Benavides-Varela e colleghi hanno potuto osservare che, quando i piccoli ascoltavano sillabe udite in precedenza, entravano in funzione sistemi cerebrali che interessano aree della regione frontale destra: le stesse che, negli adulti, vengono reclutate durante il recupero delle informazioni. Il fenomeno non si manifestava, invece, se le sillabe udite erano nuove.  I risultati hanno inoltre dimostrato che le capacità del neonato di discriminare fra i suoni uditi, già evidenziate da studi precedenti, non si traducono  in una memorizzazione dettagliata di tutti i segmenti di una parola: se le parole avevano vocali diverse ma le stesse consonanti, le tracce di attività nei circuiti di elaborazione della memoria del parlato erano assenti. I neonati memorizzano dunque principalmente le informazioni relative alle vocali, contraddicendo un’ipotesi diffusa fra gli psicologi, secondo cui essi non avrebbero “preferenze” fra vocali e consonanti.  “Gli esperimenti ci mostrano principalmente due cose: in primo luogo, nei neonati l’informazione veicolata dalle vocali sembra più facile da riconoscere di quelle delle consonanti”, ha spiegato Marina Nespor, che ha partecipato alla ricerca. “La seconda osservazione importante è che, a quanto pare, le aree frontali potrebbero essere implicate nel riconoscimento delle sequenze parlate già dai primissimi stadi dello sviluppo.”.
(16 ottobre 2012)

L'anello di re Salomone

Gentilissimi, eccoVi un link interessante. Sono citazioni tratte dal famoso libro di etologia "L'anello di re Salomone". Se riuscite a procurarVelo, acquistatene una copia. Si può leggere "a pizzichi". Scegliete un racconto dal titolo interessante ed iniziate da quello.
Ecco il link:

citazioni

Ecco i capitoli del libro:

  1. Quando gli animali combinano guai
  2. Una cosa che non fa danni: l'acquario
  3. Due predatori nell'acquario
  4. Sangue di pesce
  5. Le mie perenni compagne
  6. L'anello di Re Salomone
  7. L'ochetta Martina
  8. Non comprate fringuelli!
  9. Pietà per gli animali
  10. Armi e morale
  11. La fedeltà non è un miraggio
  12. Quando gli animali ci fanno ridere
  13. Costumi dei cani
  14. Consigli per la scelta di un cane
  15. Gatto falso, cane bugiardo
  16. Pace domestica
  17. L'animale con la coscienza
  18. Canicola

In realtà, dal capitolo "Costumi dei cani" in poi, si tratta di un altro breve testo, dal titolo "Storie di cani". Personalmente, ho preferito "La fedeltà non è un miraggio" e "Quando gli animali ci fanno ridere". 
I capitoli più celebri sono "L'ochetta Martina", "Le mie perenni compagne" e "Armi e morale".

Ecco una tra le maggiormente note fotografie che ritraggono Lorenz e le sue ochette:


Nonna Rosa