Gentilissimi, dopo le dovute rimostranze per ricordarVi che questo è, o dovrebbe essere, pur con tutti i limiti di tempo e fantasia del caso (e della nonna) un blog di scienze, ecco che da una nonna di poco (veramente poco) più giovane mi è stato chiesto di postare il riassunto dei Promessi sposi. Per non farVi mancare nulla, ecco il relativo link:
I promessi sposi
RicordateVi che, per leggere il testo dovete installare Adobe Reader, possibilmente in una versione aggiornata.
Ecco il relativo link:
http://get.adobe.com/it/reader/
Buona lettura (e ricordateVi della Perpetua!). NR
sabato 12 gennaio 2013
lunedì 7 gennaio 2013
preparazione verifica corpo umano: la pelle
Gentilissimi, dopo aver degnamente festeggiato la mia festa preferita, ritorniamo con una proposta di preparazione per una eventuale verifica di Scienze sul corpo umano. Iniziamo, con questo post, indicando possibili domande sulla pelle e l'apparato tegumentario. A Voi rimane lo studio.
1) Da quali strati è formata la pelle?
2) Quali sono le funzioni della pelle?
3) Quale è il nome scientifico della pelle?
4) Quali sono le caratteristiche fisiche della pelle?
5) Cosa si intende con "termoregolazione"?
6) Quale è la proteina principale che costituisce le unghie?
7) Quali sono i recettori sensoriali del derma?
8) Come si sviluppano i peli?
9) Quale è il meccanismo di difesa che la pelle adotta nei confronti dei raggi ultravioletti?
10) Come avviene "la pelle d'oca"?
11) Cos'è un neo?
12) Spiega cosa si intende con acne giovanile.
13) Quali accorgimenti, in fase di crescita, sono possibili per ridurre gli effetti negativi dell'acne giovanile?
14) Cosa si intende con eritema solare?
15) Cosa sono le ustioni? Come avvengono?
16) Quando è necessario un trapianto di pelle?
17) Quali sono le tipologie di trapianto di pelle?
18) Quali sono le cautele opportune prima di una esposizione al sole?
19) Come sono disposti i recettori del dolore nella pelle?
20) Cos'è l'albugine? Per quali cause avviene?
Sperando di aver fatto cosa gradita, e sicuramente consapevole che molte altre domande sono possibili, un saluto dalla Vostra nonna "befanevole". NR
1) Da quali strati è formata la pelle?
2) Quali sono le funzioni della pelle?
3) Quale è il nome scientifico della pelle?
4) Quali sono le caratteristiche fisiche della pelle?
5) Cosa si intende con "termoregolazione"?
6) Quale è la proteina principale che costituisce le unghie?
7) Quali sono i recettori sensoriali del derma?
8) Come si sviluppano i peli?
9) Quale è il meccanismo di difesa che la pelle adotta nei confronti dei raggi ultravioletti?
10) Come avviene "la pelle d'oca"?
11) Cos'è un neo?
12) Spiega cosa si intende con acne giovanile.
13) Quali accorgimenti, in fase di crescita, sono possibili per ridurre gli effetti negativi dell'acne giovanile?
14) Cosa si intende con eritema solare?
15) Cosa sono le ustioni? Come avvengono?
16) Quando è necessario un trapianto di pelle?
17) Quali sono le tipologie di trapianto di pelle?
18) Quali sono le cautele opportune prima di una esposizione al sole?
19) Come sono disposti i recettori del dolore nella pelle?
20) Cos'è l'albugine? Per quali cause avviene?
Sperando di aver fatto cosa gradita, e sicuramente consapevole che molte altre domande sono possibili, un saluto dalla Vostra nonna "befanevole". NR
giovedì 27 dicembre 2012
origine della vita - introduzione
Gentilissimi, come ebbe origine la vita? Quali sono le ipotesi attualmente accettate? Quando possiamo parlare di "vita"?
Le domande che riguardano la vita e la sua origine sono, oserei dire, basilari per l'uomo. Non solo per gli scienziati, ma per l'uomo in genere.
Partiamo dalla terza delle domande, per nulla retoriche, che ho riportato poco sopra.
Quando possiamo parlare di vita? Secondo molti scienziati, poiché tutti gli esseri viventi sono formati da cellule, possiamo parlare di vita, in senso stretto, solo quando abbiamo una cellula. Sicuramente sto semplificando! Le ipotesi, dal mondo a RNA, alla vita basata sul silicio, sono molteplici. Penso, tuttavia, che parlare di vita con la comparsa della prima, o delle prime, cellule non sia eccessivamente errato. Cambiamo, quindi, le domande iniziali: quando si è formata la prima cellula? Quali ipotesi attuali si occupano della formazione delle cellule? Quando possiamo parlare di cellula?
Inizio, per ora, a "dare nomi" a queste ipotesi:
* Esperimento di Miller;
* Congettura di Hoyle;
* Ipotesi inorganica.
Già da ora chiedo scusa per l'evidente inesattezza di tali denominazioni. Si tratta evidentemente di una ulteriore semplificazione didattica. Così denominate, tali ipotesi sono "facili da ricordare". Ricordo che il Vostro blog preferito è rivolto a ragazzi ed alunni delle medie, non a studenti delle superiori. Mi siano permesse, in tal senso, approssimazioni e "superficialità", intendendo, con questo termine, a volte, assenza di approfondimenti in complessità. Chiedo venia!
In un futuro, e spero prossimo, post presenterò l'esperimento di Miller. NR
Le domande che riguardano la vita e la sua origine sono, oserei dire, basilari per l'uomo. Non solo per gli scienziati, ma per l'uomo in genere.
Partiamo dalla terza delle domande, per nulla retoriche, che ho riportato poco sopra.
Quando possiamo parlare di vita? Secondo molti scienziati, poiché tutti gli esseri viventi sono formati da cellule, possiamo parlare di vita, in senso stretto, solo quando abbiamo una cellula. Sicuramente sto semplificando! Le ipotesi, dal mondo a RNA, alla vita basata sul silicio, sono molteplici. Penso, tuttavia, che parlare di vita con la comparsa della prima, o delle prime, cellule non sia eccessivamente errato. Cambiamo, quindi, le domande iniziali: quando si è formata la prima cellula? Quali ipotesi attuali si occupano della formazione delle cellule? Quando possiamo parlare di cellula?
Inizio, per ora, a "dare nomi" a queste ipotesi:
* Esperimento di Miller;
* Congettura di Hoyle;
* Ipotesi inorganica.
Già da ora chiedo scusa per l'evidente inesattezza di tali denominazioni. Si tratta evidentemente di una ulteriore semplificazione didattica. Così denominate, tali ipotesi sono "facili da ricordare". Ricordo che il Vostro blog preferito è rivolto a ragazzi ed alunni delle medie, non a studenti delle superiori. Mi siano permesse, in tal senso, approssimazioni e "superficialità", intendendo, con questo termine, a volte, assenza di approfondimenti in complessità. Chiedo venia!
In un futuro, e spero prossimo, post presenterò l'esperimento di Miller. NR
lunedì 24 dicembre 2012
una chiocciola "da apprendimento"
Quale augurio di sereno Natale, ecco per Voi, dalla newsletter Le Scienze, un aggiornamento sulle tematiche legate all'apprendimento e alla formazione di sinapsi:
neuroscienze apprendimento memoria
In una lumaca di mare i segreti per imparare meglio
Una nuova ricerca ha identificato lo schema di addestramento che meglio si accorda con la dinamica delle proteine implicate nei processi di apprendimento. Oggetto dello studio è stata la specie Aplysia californica, un gasteropode molto usato nelle neuroscienze, a causa delle grandi dimensioni dei suoi neuroni. La ricerca si è basata su un modello matematico che, se sarà confermato in successivi lavori, permetterà di identificare i periodi in cui il potenziale di apprendimento è al massimo (red)
Aplysia californica: è il nome scientifico di una piccola chiocciola di mare, molto usata dai neuroscienziati per le sue particolari caratteristiche, tra cui le grandi dimensioni dei suoi neuroni: fu proprio studiandola che, negli anni sessanta, il premio Nobel Eric Kandel scoprì che il processo di apprendimento avviene attraverso la creazione di nuove sinapsi, le connessioni tra i neuroni, o il rafforzamento di quelle già presenti, fondando, in pratica, le moderne neuroscienze. Ora, una recente ricerca, condotta presso l'University of Texas Health Science Center, di Houston, (UTHealth) si è servita di Aplysia come modello animale per chiarire alcuni meccanismi chiave dei processi di memoria e di apprendimento. Sulla base di studi precedenti, che avevano identificato proteine implicate nei meccanismi di memoria, gli studiosi hanno realizzato un modello metamatematico che permette di capire quando la scansione temporale dell'attività di queste proteine è allineata con la migliore esperienza di apprendimento. Lo schema temporale delle sessioni di apprendimento, infatti, finora si basava su prove ed errori, ma in modo sostanzialmente arbitrario. Se il modello dovesse dimostrarsi efficace negli studi di follow up, potrebbe essere utilizzato per identificare i periodi in cui il potenziale di apprendimento è massimo. “Quando si conduce una sessione di addestramento, si stanno inducendo differenti reazioni chimiche: l'idea è quella di trovare quella che si trova in sincronia con la dinamica del processo biochimico”, ha spiegato John H. Byrne, autore senior dello studio, apparso su "Nature Neuroscience", e direttore del dipartimento di Neurobiologia e Anatomia della UTHealth Medical School. Nel corso dello studio sono stati considerati due gruppi di chiocciole: il primo è stato sottoposto a sessioni d'apprendimento a intervalli irregolari, secondo uno schema previsto dal modello matematico; il secondo ha invece seguito sessioni di addestramento a intervalli di 20 minuti. Cinque giorni dopo il completamento delle sessioni di apprendimento è stato rilevato un significativo incremento nella memoria nel gruppo addestrato secondo lo schema computerizzato, mentre nel secondo gruppo non è stato riscontrato alcun incremento. Per confermare il risultato, i ricercatori hanno poi analizzato i neuroni delle chiocciole, rilevando, effettivamente, una maggiore attività in quelle che avevano ricevuto il programma di addestramento migliorato.
(8 dicembre 2011)
Forse è un poco datato, ma comunque interessante, non trovate? Felice Natale a Voi e alle Vostre famiglie. Nonna Rosa
neuroscienze apprendimento memoria
In una lumaca di mare i segreti per imparare meglio
Una nuova ricerca ha identificato lo schema di addestramento che meglio si accorda con la dinamica delle proteine implicate nei processi di apprendimento. Oggetto dello studio è stata la specie Aplysia californica, un gasteropode molto usato nelle neuroscienze, a causa delle grandi dimensioni dei suoi neuroni. La ricerca si è basata su un modello matematico che, se sarà confermato in successivi lavori, permetterà di identificare i periodi in cui il potenziale di apprendimento è al massimo (red)
Aplysia californica: è il nome scientifico di una piccola chiocciola di mare, molto usata dai neuroscienziati per le sue particolari caratteristiche, tra cui le grandi dimensioni dei suoi neuroni: fu proprio studiandola che, negli anni sessanta, il premio Nobel Eric Kandel scoprì che il processo di apprendimento avviene attraverso la creazione di nuove sinapsi, le connessioni tra i neuroni, o il rafforzamento di quelle già presenti, fondando, in pratica, le moderne neuroscienze. Ora, una recente ricerca, condotta presso l'University of Texas Health Science Center, di Houston, (UTHealth) si è servita di Aplysia come modello animale per chiarire alcuni meccanismi chiave dei processi di memoria e di apprendimento. Sulla base di studi precedenti, che avevano identificato proteine implicate nei meccanismi di memoria, gli studiosi hanno realizzato un modello metamatematico che permette di capire quando la scansione temporale dell'attività di queste proteine è allineata con la migliore esperienza di apprendimento. Lo schema temporale delle sessioni di apprendimento, infatti, finora si basava su prove ed errori, ma in modo sostanzialmente arbitrario. Se il modello dovesse dimostrarsi efficace negli studi di follow up, potrebbe essere utilizzato per identificare i periodi in cui il potenziale di apprendimento è massimo. “Quando si conduce una sessione di addestramento, si stanno inducendo differenti reazioni chimiche: l'idea è quella di trovare quella che si trova in sincronia con la dinamica del processo biochimico”, ha spiegato John H. Byrne, autore senior dello studio, apparso su "Nature Neuroscience", e direttore del dipartimento di Neurobiologia e Anatomia della UTHealth Medical School. Nel corso dello studio sono stati considerati due gruppi di chiocciole: il primo è stato sottoposto a sessioni d'apprendimento a intervalli irregolari, secondo uno schema previsto dal modello matematico; il secondo ha invece seguito sessioni di addestramento a intervalli di 20 minuti. Cinque giorni dopo il completamento delle sessioni di apprendimento è stato rilevato un significativo incremento nella memoria nel gruppo addestrato secondo lo schema computerizzato, mentre nel secondo gruppo non è stato riscontrato alcun incremento. Per confermare il risultato, i ricercatori hanno poi analizzato i neuroni delle chiocciole, rilevando, effettivamente, una maggiore attività in quelle che avevano ricevuto il programma di addestramento migliorato.
(8 dicembre 2011)
Forse è un poco datato, ma comunque interessante, non trovate? Felice Natale a Voi e alle Vostre famiglie. Nonna Rosa
mercoledì 19 dicembre 2012
geyser on line
Gentilissimi, provate ad osservare attentamente quanto mostrato, in diretta, tramite webcam, dal parco di Yellowstone. Veramente molto interessante, a mio avviso. Ecco il link mediante cui, in streaming, osservare:
Yellowstone
Buona osservazione! NR
Yellowstone
Buona osservazione! NR
martedì 18 dicembre 2012
luce e sistema internazionale
Gentilissimi, escludendo la massa, tutte le altre unità di misura del SI è, in qualche modo, correlato con le onde elettromagnetiche. EccoVi un ottimo link con le definizioni attualmente accettate per le unità di misura adottate:
http://www.themeter.net/un-fon.htm
In un futuro post, alcuni approfondimenti sui problemi relativi alla definizione di massa. NR
http://www.themeter.net/un-fon.htm
In un futuro post, alcuni approfondimenti sui problemi relativi alla definizione di massa. NR
lunedì 17 dicembre 2012
una buona scusa per una interrogazione andata male
Gentilissimi, leggete con attenzione questo articolo, riportato dalla newsletter Scienzainrete. Come sempre, l'articolo è stato parzialmente reso un poco più leggibile. Non Vi sembra un'ottima giustificazione nel caso le interrogazioni siano sempre meno positive? Festeggiamo, con questo post, l'aggancio, come numero di visitatori, sebbene non per la prima volta, al numero di visitatori del blog
http://materdr.blogspot.it
ARTICOLO SCIENZAINRETE: Ambiente Cervello e nervi
L'inquinamento fa male alla mente Chiara Finotti Com., div. sc.
L’esposizione prolungata all'aria inquinata può compromettere la capacità di apprendere e di ricordare, nonché provocare patologie depressive. Per dimostrarlo, i ricercatori dell’Università dell’Ohio hanno fatto respirare ai topi aria filtrata o aria inquinata per sei ore al giorno, per cinque giorni la settimana, periodo che equivale a metà della vita media di un topo. L'aria inquinata conteneva lo stesso tipo di particolato prodotto dai gas di scarico delle auto, dai fumi delle industrie e dalla polvere naturale. Dopo dieci mesi di esposizione, gli animali sono stati sottoposti ad alcuni test di tipo comportamentale. I topi che avevano respirato aria inquinata avevano più difficoltà a trovare e a ricordare dove fosse l'uscita da una scatola e apparivano più depressi. Analizzando la struttura dell'ippocampo di questi animali, le cui alterazioni possono essere correlate a deficit cognitivi, gli studiosi hanno riscontrato cambiamenti dovuti all'infiammazione causata dall'inquinamento, lo stesso fenomeno patologico che spiega, in parte, gli effetti dello smog su cuore e polmoni. (07 LUGLIO 2011)
NR
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ARTICOLO SCIENZAINRETE: Ambiente Cervello e nervi
L'inquinamento fa male alla mente Chiara Finotti Com., div. sc.
L’esposizione prolungata all'aria inquinata può compromettere la capacità di apprendere e di ricordare, nonché provocare patologie depressive. Per dimostrarlo, i ricercatori dell’Università dell’Ohio hanno fatto respirare ai topi aria filtrata o aria inquinata per sei ore al giorno, per cinque giorni la settimana, periodo che equivale a metà della vita media di un topo. L'aria inquinata conteneva lo stesso tipo di particolato prodotto dai gas di scarico delle auto, dai fumi delle industrie e dalla polvere naturale. Dopo dieci mesi di esposizione, gli animali sono stati sottoposti ad alcuni test di tipo comportamentale. I topi che avevano respirato aria inquinata avevano più difficoltà a trovare e a ricordare dove fosse l'uscita da una scatola e apparivano più depressi. Analizzando la struttura dell'ippocampo di questi animali, le cui alterazioni possono essere correlate a deficit cognitivi, gli studiosi hanno riscontrato cambiamenti dovuti all'infiammazione causata dall'inquinamento, lo stesso fenomeno patologico che spiega, in parte, gli effetti dello smog su cuore e polmoni. (07 LUGLIO 2011)
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