martedì 30 luglio 2013

vita e temperatura

Gentilissimi, come forse ricorderete, in un precedente post abbiamo parlato delle fumarole nere. Se non ricordate cercate all'interno del Vostro blog preferito.
Una tra le domande maggiormente frequenti, quando si parla di alte temperature e organismi viventi, è: "A quale temperatura possono vivere gli organismi viventi?".
Ora un recente studio ha saputo fornire una risposta a mio avviso accettabile, dapprima distinguendo tra unicellulari e pluricellulari, in seguito parlando di condizioni "solite" di vita, ossia non occasionali. L'articolo è tratto da una newsletter a cui Vi invito, ancora una volta, tramite genitori presenti, ad iscriverVi: newsletter Le Scienze. Buona lettura. Nonna Rosa

animali ambiente biologia
Il limite termico per la vita pluricellulare confermato a 50° C
Il limite è stato ribadito grazie alla prima prova sperimentale mai ottenuta che la temperatura ideale per la vita di Alvinella pompejana, un verme che vive a 2500 metri di profondità, in prossimità dei camini idrotermali, è tra 42° e 50 °C. Il risultato, che smentisce precedenti ricerche che parlavano di temperature ben al di sopra dei 60 °C, è stato ottenuto riportando in superficie esemplari ancora vivi a pressione costante. (red)
Caldo sì, ma non troppo: il limite superiore per la vita metazoica, cioè per tutti gli organismi pluricellulari eucarioti, è di circa 50 °C. E' questa la conclusione di uno studio, effettuato su Alvinella pompejana, un verme che colonizza i camini idrotermali sui fondi oceanici e che, finora, sembrava detenere un "primato della termofilia", dal momento che alcune misurazioni indicavano la sua capacità di vivere in condizioni estreme di pressione (quelle presenti a 2500 metri di profondità) e di temperature ben al di sopra dei 60 °C.  Tuttavia, per lungo tempo, non è stato possibile verificare in laboratorio la temperatura massima di sopravvivenza di questo verme, perché non erano state sviluppate tecniche utili a campionare efficacemente A. pompejana, che ha bisogno di pressioni estremamente elevate per rimanere in vita. Questo limite è stato ora superato da Bruce Shillito e colleghi, dell’Université Pierre et Marie Curie, autori di un articolo pubblicato su "PLoS ONE", che sono riusciti, per la prima volta, a riportare A. pompejana in superficie ancora in vita per ulteriori analisi, dimostrando sperimentalmente che la temperatura ideale per la sua sopravvivenza è tra 42 e 50 °C.  I camini idrotermali profondi ospitano i microrganismi che più amano il caldo, per i quali il primato è ora attribuito agli Archea, che possono crescere in presenza di una temperatura che arriva a 122 °C, un valore definito come limite termico superiore (LTS).  Oltre alla vita microbica, le zone vicine a fluidi idrotermali ospitano forme di vita più evolute, che possono vivere avvicinandosi al limite termico per la vita metazoica, stimata in circa 50 °C: è questo il caso, per esempio, dei policheti alvinellidi, che si trovano associati esclusivamente a sorgenti ad alta temperatura. Le attenzioni dei ricercatori si erano concentrate su una specie emblematica di verme,  Alvinella pompejana. Numerose misurazioni avevano infatti riportato, per il suo abituale habitat, temperature che si mantengono costantemente al di sopra dei 60 °C, quindi ben al di sopra dell’LTS metazoico, con picchi di 80 °C. Tuttavia diversi studi teorici su A. pompejana avevano suggerito che questo organismo ha una termostabilità e un’efficienza molecolare che non permettono una temperatura corporea superiore ai 50 °C.


Il verme Alvinella pompejana vive in prossimità di sorgenti termali oceaniche (Wikimedia Commons)


Questa discrepanza tra risultati delle misurazioni e degli studi indiretti poteva essere risolta solo con un approccio in vivo, ovvero con esperimenti diretti su questi vermi, ma A. pompejana difficilmente sopravvive al recupero dalle profondità oceaniche, principalmente per il trauma della depressurizzazione.  Shillito e colleghi sono riusciti a riportare in superficie esemplari vivi, grazie a una nuova tecnica di campionamento denominata BALIST (acronimo di Biology of ALvinella, Isobaric Sampling and Transfer), che mantiene una pressione costante nel campione fino al trasferimento in un acquario in cui la pressione è pari a quella presente a 2500 metri di profondità, e cioè circa 25 megapascal (Mpa). In queste condizioni, i ricercatori hanno verificato che l'esposizione prolungata a una temperatura di 50-55 °C induce un danno tissutale letale per il verme, il che rivela che questo organismo non sperimenta queste condizioni in modo continuativo nel suo habitat naturale: questo risultato rappresenta la prima dimostrazione empirica del limite termico di A. pompejana.  In definitiva, il verme rimane tra gli animali più amanti del caldo estremo, dato che la temperatura ideale per la sua sopravvivenza è ben oltre i 42 °C.

(30 maggio 2013)

giovedì 25 luglio 2013

Claudio

Gentilissimi,
Vi lascio un racconto ecologico scientifico, vedete Voi.
Come sempre sono graditi commenti. Se Vi sembra divertente, provate pure Voi. Inviate racconti in cui Vi immedesimate in animali, piante, funghi. Evitate gli animali domestici e le piante coltivate. Molti altri Autori hanno scritto a proposito.
Per ora è tutto. La nonna-balenottera (più piccola e più bassa). Nonna Rosa



                                                                          CLAUDIO

Fin dalla nascita ho sempre pensato di essere una creatura unica al mondo, non per le mie forme o per i miei sensi, ma per il mio colore, anzi per i miei colori. Non ho ancora incontrato nessuno come me e tutti mi dicono che sono una “mosca bianca”, anche se, io di bianco ho ben poco.
Ho sentito dire che, da qualche parte nel mondo, ne esistono addirittura altri che hanno colori più vivaci e più belli dei miei.
Vivo vicino a un canale di bonifica, in campagna, in una zona tranquilla. Sorvolo da tanto tempo questo corso d’acqua, è sempre stato ricco di cibo e ho sempre mangiato di tutto. La mia dieta è molto varia ed equilibrata.
Mi chiamo Claudio ma tutti mi chiamano Martin e faccio il pescatore.
Gli altri miei simili, se così posso definirli, si nutrono di altre cose e sono di un colore scuro o grigio e fanno sempre un gran chiasso. Quando capito, per caso, vicino a loro, di colpo si zittiscono e rimangono col becco aperto, ammaliati dai miei bellissimi colori. Altri sono alti e grossi molto più di me, sono sempre in ammollo, hanno le zampe altissime e magre e le loro piume non sfiorano mai l’acqua. Anche loro non hanno un bell’aspetto, sono quasi tutti grigi e tristi. Sembrano imbalsamati, mangiano le mie stesse cose, però fanno una vita sedentaria e quando si muovono sono lentissimi e goffi e mi fanno proprio ridere.
Io al contrario sono molto veloce, ho un’ottima vista, riesco a nascondermi dove voglio con una tale rapidità che sembro scomparire nel nulla.
A questo proposito, volevo raccontarvi una storia. Tempo fa veniva sempre un ragazzetto lungo il corso d’acqua dalle mie parti; anche lui era interessato al mio stesso cibo, solo che per pescare usava l’inganno e si serviva di strani aggeggi. Io certo non ero meno crudele di lui, ma se non altro non prendevo in giro nessuno con dei trucchi.
Questo tale comunque, appena mi vedeva, smetteva di pescare e lì cominciava il mio divertimento. Volavo davanti a lui velocissimo, quasi lo sfioravo, ma non appena si accorgeva di me, io sparivo subito nel fogliame e lui rimaneva sempre di stucco. Era da vedere la sua faccia, mi facevo moltissime risate, per me era un vero spasso.
Poi quando finalmente demordeva e rinunciava a cercarmi, tornava ad ingannare i pesci, io immediatamente lo sorprendevo sfiorandolo a folle velocità, poi subito dopo mi nascondevo. Anche se era un mio rivale nella pesca, lo trovavo simpatico, con lui almeno mi divertivo a farlo “fesso” e lui non se la prendeva nemmeno.
Ora da tanto tempo non lo vedo più, forse avendo tirato in pò troppo la corda magari si sarà offeso. Ad ogni modo, presto o tardi dovrò andarmene anch’io, perchè quì l’ambiente è diventato squallido e ho pochissima compagnia, il cibo scarseggia e a me ne serve di più per sopravvivere.
                                                                                                                                     Angelo

martedì 23 luglio 2013

prime fotografie

Gentilissimi, ho dimenticato il link relativo ai lavori eseguiti dai ragazzi del percorso di Educazione ambientale.
Eccolo, sempre del Parco Oglio sud:

Lavori ragazzi a.s. 2012-2013

Una nonna smemorata. NR

un ritorno speriamo gradito

Gentilissimi,
dopo oltre un mese e mezzo di latenza, per motivi osteoporotici con ricadute, nel senso letterale del termine, e stampelle al seguito, ecco di nuovo la Vostra nonna preferita in azione (si fa per dire, poiché ancora parzialmente bloccata).
EccoVi una citazione relativa ad un progetto di educazione ambientale in Pianura padana, realizzato dal Parco Oglio sud.
Il link è il seguente:
educazione ambientale Parco Oglio sud

Magari tra i 101 docenti saranno presenti pure nonni e nonne che seguono questo blog!
Oppure siete Voi i 7 ragazzi che hanno seguito i corsi di formazione?
Il mistero permane, con la promessa di maggior continuità nei post.
Una nonna sciancata e zoppicante! Nonna Rosa